Rough Toys

Un mostro chiamato Moto Parilla

Moto Parilla

Uno non può stare tranquillo la domenica pomeriggio che si trova mescolato alla inutile confusione di CityLife.
E quando è lì che si chiede il perchè di tanta inutile confusione, gli si para davanti una creatura mostruosa di carbonio e alluminio con un levriero sul telaio che riaccende gloriosi ricordi.

Non è una moto, ma anche definirla bicicletta si fa veramente fatica: è un vero mostro e potrebbe essere il nostro futuro.

parilla

Moto Parilla, una leggenda italiana

Il levriero di Moto Parilla ha origini antiche, nello specifico 1947, dopoguerra, Italia da ricostruire e motorizzare, piccole motociclette, molto molto veloci.

Erano anni da ingegneri, l’Italia dei capannoni costruiva, fra le altre cose anche belle moto.

Parilla

Giovanni Parrilla e Alfredo Bianchi hanno la passione dei motori e della velocità, mollano i loro lavori e fondano la casa del levriero, costruendo una serie di modelli che si impongono in tutto il mondo, Stati Uniti compresi, in tutti i tipi di competizioni, compreso il Dirt Track. la Six Days e la velocità.

Il genio creativo del sciur Giovanni si manifesta anche con modelli come lo Slughi, una sorta di scooter crossover che oggi direbbe comodamente la sua.

parilla

Con modelli come la 175 Gran Sport e piloti come Ron Grant la Parilla crea la sua leggenda fino al 1963, anno dell’abbandono del sciur Giovanni e relativa chiusura di baracca e burattini.

Un audace progetto

Ci dovevano pensare due Italians all’estero, l’ingegner Zeno Panarari e il designer Alessandro Tartarini, che prima con un crowdfunding e poi con dei finanziatori seri, hanno partorito una generazione di mostri che incutono soggezione.

L’idea era creare una fatbike a pedalata assistita “da corsa” con un telaio rivoluzionario ad altissimo contenuto tecnologico ed un’estetica da paura.

Missione compiuta… certo, non è una motocicletta e a noi fanatici può far storcere il naso come tutti gli arnesi elettrici a due ruote, ma, che dire, le Carbon di Parilla hanno decisamente un fascino animalesco.

I motori elettrici vanno da 250 Watt a 1000 Watt (per uso su circuito) da spingere la Parilla, che pesa 35 chili, ricordiamolo, fino a 100 Km/h.

Il tutto con un telaio, dei dischi freni e delle sospensioni a gas che ti lasciano a bocca aperta.

parilla

Vi piace l’idea?

Tutto questo pop di tecnologia non è gratis, ma ormai i prezzi delle biciclette di un certo livello arrivati a certi livelli per cui non è uno scandalo che costino dai duemila euro in su, molto in su…

Per sapere quanto, fatevi fare un preventivo on line.

Le Parrilla non saranno KTM, SWM o Caballero, non ci sarà nell’aria il magico profumo del Castrol e il fantastico brontolio degli scarichi aperti, ma potete immaginarvi ugualmente sulle mulattiere delle valli bergamasche.

Sempre che vi facciano entrare…

Sempre che vi basti l’autonomia di circa 80 chilometri…

Dopo potrete sempre pedalare…

Parrilla

 

 

Click to comment

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

To Top