Gente Ruvida

Un Mercoledì da Leoni: un film, una generazione

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Tre film hanno segnato i miei 18 anni: Animal House, The Blues Brothers e Un Mercoledì da Leoni.

Io li considero i film cult della mia generazione, ma Big Wednesday mi tocca molto da vicino, anche se dei tre è sicuramente il più sottovalutato e meno conosciuto.

Ma che vi devo dire? per un surfista è come la Bibbia,

manifesto big wed

La trama (per chi non l’avesse visto)

Fly, un giovane surfista, è la voce narrante che ci porta nella vita di Matt, Jack e Leroy “spaccatutto” tre amici di Malibu, che passano i loro giorni spensierati fra onde e spiagge.

Fra i personaggi c’è anche il  loro mentore Bear, il celeberrimo produttore di tavole di cui tutti abbiamo avuto almeno una t-shirt.

La spina dorsale della storia sono le quattro mareggiate che colpirono la California nel 1962,1965, 1968 e 1974, attorno alle quali si sviluppa la trama, che prende una piega amara quando i ragazzi devono partire per il Vietnam.

Matt e Leroy riescono a scamparla, mentre Jack parte sopraffatto dal senso del dovere e per questo viene lasciato dalla sua fidanzata.

La vita e la guerra dividono i tre amici, che però si ritrovano per la quarta, definitiva mareggiata, the Big Wednesday.

È importante sottolineare che il film di John Milius (discusso regista Hollywoodiano) ha moltissimi riferimenti autobiografici e che i personaggi sono ispirati a veri surfisti, oltre che Bear, beh, che  è Bear e non si discute.

 

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La Bibbia dei surfisti

Un Mercoledì da Leoni ha diverse chiavi di lettura: innanzi tutto è un film sul surf come sport ma soprattutto come lifestyle, ambientato nella comunità di Malibu, dove tutto ruotava intorno alle onde e la vita era scandita dal ritmo delle mareggiate.

Una vita apparentemente spensierata e superficiale, con il sottofondo della musica dei Beach Boys ,inspiegabilmente assenti in una imperdibile colonna sonora che comprende pezzi di Chuck Berry , Ray Charles, Carole King.

Inutile dire che noi pischelli, vestiti di tutto punto con magliette Bear e shorts Quicksilver, con wayfarer d’ordinanza, in tutto questo sguazzavamo come rane in uno stagno.

Poco importa se allora le nostre tavole avevano la vela e il boma…

Avevi 18 anni e tutto quello che sognavi era un pick up carico di ragazze bionde e tavole da surf, anche se la tua A112 non ci assomigliava neanche,ma la fantasia serve a questo, no?

Le ragazze, invece, quelle c’erano davvero.

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Un film, una generazione

La seconda chiave di lettura è più profonda e amara: Un Mercoledì da Leoni è un film sull’America e una generazione che, uscita dall’ottimismo e l’entusiasmo degli anni ’50 e ’60 perderà la sua innocenza schiantandosi contro il muro insanguinato del Vietnam, esperienza che cambierà le prospettive di tutti quei ragazzi che la vissero in prima persona o che comunque persero un amico o lo videro tornare irrimediabilmente cambiato.

Anche quei padri che credevano di essersi liberati definitivamente dell’incubo della guerra, videro partire i loro figli verso una guerra non voluta e non capita, i cui effetti pesarono per un decennio sulla società americana.

Era la fine del sogno americano, e quei ragazzi abituati alle birre e alle mareggiate non erano pronti…

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Un film sull’età di passaggio

La vera chiave di interpretazione di Un Mercoledì da Leoni però è l’ultima: il capolavoro di John Milius è un’immensa metafora della transizione dall’adolescenza all’età adulta, che in molti casi può avvenire anche grazie ad un evento traumatico come la guerra, la morte di un amico (nel film è Waxer) o delusioni, come Jack che vede sfumare il suo amore.

Imperdibile il finale, la grande mareggiata, il Big Wednesday, quando Matt, il vero protagonista, a momenti ci rimane secco e regala la sua tavola al giovane leone del surf Gerry Lopez, che nel film interpreta se stesso.

Cioè? viene il momento in cui bisogne cedere le armi, riconoscere che l’età dei balocchi è finita e la vita ci propone altre sfide, lontane dalle onde.

E questo credo che noi leoni del ’61 lo abbiamo compreso da un pezzo…

Avete capito perchè questo maledetto film mi piace così tanto?

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