Rough Toys

Triumph Trident: il ritorno

trident

La Trident, un modello che per casa Triumph ha un peso enorme, sia a livello storico che commerciale, sta per ritornare a mordere l’asfalto.

In realtà, come tutti noi appassionati del marchio sappiamo bene, si tratta della terza edizione del mitico tre cilindri.

Triumph Trident T150

La Trident contro l’impero del sol levante

Correva il fatidico anno 1968, il mondo cambiava definitivamente faccia e i giapponesi iniziavano l’invasione del pianeta con le loro maximoto superperformanti.

La reazione delle case britanniche non si fece attendere e per la Triumph prese la forma della Trident 750, nata aggiungendo un cilindro alla benamata Bonneville.

La sua sorellina BSA Rocket, quella che correva per intenderci, si diede da fare sui circuiti di tutta Europa, coprendosi di gloria.

bsa rocket 3 daytona

Fra i successi più  prestigiosi, cinque Production e il F750 TT all’Isola di Man, il Bol d’Or con la celebre Slippery Sam guidata da Ray Pickrell,  una vittoria (con Dick Mann) e un secondo posto nella 200 miglia di Daytona.

La scuderia poteva vantare fuoriclasse come Mike Hailwood, Gene Romero, Paul Smart, Dave Aldana, Gary Nixon e Percy Tait, l’inossidabile collaudatore Triumph.

La bontà del progetto e la bellezza estrema della Trident non furono tuttavia sufficienti a frenare l’inarrestabile declino del gruppo NVT, di cui faceva parte Triumph.

Troppa la differenza di prezzo (e di affidabilità) con le rivali giapponesi.

1992 trident750

La rinascita di Triumph e il primo ritorno

Siamo arrivati agli anni ’90 e la Triumph rinasce a Hinckley dalle sue ceneri.

Uno dei primi modelli messi a listino è una tricilindrica onesta e veramente elegante, la nuova Trident appunto, in due cilindrate: 750 e 900.

Il tre cilindri Triumph è un’unità moderna per quei tempi: testata, cilindri e monoblocco sono in lega leggera, la distribuzione è a bialbero in testa con quattro valvole per cilindro e le prestazioni sono di tutto rispetto, col oltre novanta cavalli.

Il raffreddamento è a liquido mentre l’alimentazione è affidata a tre carburatori Mikuni a depressione da 36 mm.

Una motocicletta sobria ma grintosa che fa il suo porco lavoro (con qualche dubbio sull’affidabilità) e comunque capeggia la classifica di vendite del listino.

Nel 1998 viene sostituita dalla iper sportiva Speed Triple, lasciando comunque un vuoto nella gamma Triumph e un bel ricordo per le sue linee eleganti.

New Trident

Un gradito ritorno

Quella che vedete sopra è l’unica immagine che abbiamo della nuova Trident.

Volutamente misteriosa, lascia comunque intuire una media cilindrata “normale” ma con carattere, classica ma tecnologica, insomma una bella moto.

Se ne sentiva il bisogno, per contrastare lo strapotere nipponico e riaffermare, se ce ne fosse il bisogno, la superiorità dello stile britannico.

È evidente che l’attesa per l’EICMA è spasmodica e sarà cura del Ruvido proporvi le prime immagini della gustosa motoretta.

Stay tuned…

Triumph Trident

 

 

 

Click to comment

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

To Top