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The Man from U.N.C.L.E.

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Siamo sempre lì, miei pomeriggi della domenica/sabato, la mia cameretta, il mio Brionvega rosso con l’antenna fatta a cerchio e la speranza si qualcosa di bello nello scarno palinsesto RAI (o Svizzera e Capodistria).
Uno dei primi telefilm (sì, allora li chiamavamo così, non “serie tv” era una crime story intrigante con Robert Vaughn che in italiano si chiamava “l’Agente della U.N.C.L.E.”

Per intenderci, la U.N.C.L.E. era un’agenzia internazionale che si combatteva il crimine organizzato superando le allora strettissime barriere nazionali, per intenderci una SHIELD ante litteram, ma con lo smoking.

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U.N.C.L.E., forse non sapevate che…

Tanto per cominciare, gli episodi furono 105 e le stagioni 4, dal 1964 al 1968 e la RAI cominciò a trasmetterle dal 1967 e, fin qui, tutto già noto.

Forse non tutti sanno che  l’idea di base fu commissionata nientepopo’dimenoche a Ian Fleming, sì, proprio il papà di James Bond e, adesso che ve l’ho detto, non mi dite che non sia più che evidente.

Fleming era sotto contratto per i film di Bond per cui non potè curare lo script del tutto, ma i personaggi, ad esempio, furono partoriti dal suo genio, tipo Napoleon Solo (che in origine si doveva chiamare Mr.Solo,come un personaggio di 007) così come l’idea di far collaborare agenti segreti russi e americani in piena guerra fredda.

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Questo a ribadire la distanza presa da Hollywood verso la politica del governo U.S.A. dell’epoca.

Anche la scelta dell’attore protagonista (Robert Vaughn) fu decisa da Fleming, che cercava un agente speciale che vincesse non grazie alle sue doti fisiche ma per le sue brillanti idee:un tipo alla Cary Grant, per intenderci, non un macho palestrato privo di eleganza.

Difatti, provate a controllare come porta il suo abito Napoleon Solo: se la batte alla grande con Sean Connery,direi.uncle

U.N.C.L.E. significa  United Network Command for Law and Enforcement, ma fu deciso in corso d’opera, all’inizio doveva essere un nome misterioso senza significato, così come THRUSH, l’organizzazione per il crimine planetario alla quale si oppone.

Inizialmente il direttore dell’agenzia,Alexander Waverly, doveva avere una segretaria del tutto uguale a miss Moneypenny, dal garrulo nome di April Dancer.

Per l’eccessiva somiglianza col personaggio di 007, il personaggio fu tagliato, salvo ritornare nello spin-off della serie, The Girl from U.N.C.L.E, serie che non ebbe altrettanto successo e che io, personalmente, non ho mai visto.

Indimenticabile, comunque, l’interpretazione di Ian mc Callum nella parte dell’agente Illia Kuryakin ,solito monumentale attore shakespeariano britannico, oltre che musicista, anche lui un gentleman decisamente snob con un taglio di capelli stile Beatles, decisamente trasgressivo per il 1964.

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La U.N.C.L.E. e Guy Ritchie

Adesso tutti si aspetteranno che parli male del remake targato Guy Ritchie del 2015.

Be, niente affatto…il film è decisamente buono, ma è un’altra cosa rispetto alla serie: è come se il regista ci esponesse la sua versione di quel mondo e di quel periodo, con citazioni vintage e una chiara linea ironica che sottolinea il tempo passato e rispetta l’originale, mostrando la sua chiave di lettura.

The Man from U.N.C.L.E. non toglie niente alla serie, anzi, non essendo una bieca “operazione nostalgia”, ma una sorta di rivisitazione ironica e ossequiosa, ti fa venire una gran voglia di andare a ripescare i DVD e darti alla maratona U.N.C.L.E., con tanto di Fiesta, Estathe e brufoli.

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DIVERTITEVI CON LA U.N.C.L.E.

 

 

 

 

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