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Suzuki: il ritorno della Katana

katana

Non amo le giapponesi e lo sapete, ma faccio delle eccezioni, poche, ma le faccio.
Una di queste è sicuramente uno di quei “mostri” con gli occhi a mandorla che hanno cambiato l’evoluzione stilistica del pianeta a due ruote, ossia la Suzuki Katana.

Ai millennials Katana suggerirà solo Kill Bill, a noi veterani ricorda sicuramente una belva agile, potente e arrogante che ci sconvolse con le sue linee arroganti nel 1980.

suzuki katana

La Katana, una moto per gli anni ’80

Qual’era l’idea geniale dietro il progetto della Katana ? far disegnare una moto a degli ingegneri del settore auto, cioè gente attenta all’ergonomia e all’aerodinamica, oltre che ai cavalli e alle sospensioni.

Siccome in Suzuki facevano entrambe le cose, la sinergia, come si chiamava allora questo genere di cose, fu totale.

La base di partenza era una supermaxi performante come la  GS 1100. alla quale venne affiancata una versione da 750 cc.

Aveva una vagonata di spunti estetici innovativi, tutti rivolti all’ergonomia e alla riduzione del peso più che al design fine a stesso, che pure era al top grazie alla matita di Hans Muth.

Indimenticabile la strumentazione concentrica, le frecce e il fanale integrati nella mezza carenatura, che doveva essere la base di una carena intera ma che poi venne lasciata così tanto era aggressiva.

Insomma una bomba dirompente che diventò l’ispirazione di tutte le motociclette del decennio, BMW KS comprese.

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La Katana del terzo millennio

E dopo il ritorno della Z900, della Mini e del Maggiolone, come non aspettarsi che la Suzuki non ripescasse nel baule dei ricordi?

Il problema è che una moto che aveva fatto la rivoluzione nell’80 oggi è semplicemente una retro-bike, dal sapore dolcemente vintage.

Oggi per fare la rivoluzione dovresti progettare, chessò, una moto elettrica a tre ruote…c’è già??? caspita, sono rimasto davvero indietro!

Vabbè, la verità è che la new Katana è bella e armoniosa, potente e maneggevole come la sua antenata, ha un muso cattivissimo e un posteriore da urlo, un capolavoro creato da Rodolfo Frascoli, top designer di casa nostra.

150 cavalli invece di 105, ABS e iniezione et voilà, il gioco è fatto, un animale selvaggio addomesticato pronto alla guida di tutti i giorni o al circuito, a seconda del pilota.

Che comunque, visti i canoni estetici e il sapore nostalgico, sarà preferibilmente un veterano over 50…

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