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Royal Enfield meets il Ruvido @ The Reunion

Royal Enfield

Certe realtà sono fatte per incontrarsi, certi mondi sono nati per toccarsi e fondersi, certe mattine grigie il circuito di Monza ha un fascino particolare e ti ispira pensieri imprudenti.

Con questi pensieri confusi che mi girano in testa recupero il Carlo e ci dirigiamo verso l’autodromo di Monza per un raduno dal nome evocativo…The Reunion.

the reunion

Le premesse sono entusiasmanti: cafe racers, scrambler e specials da tutta europa in bello spolvero, che le puoi toccare, annusare e provare per tre giorni.

scrambler

Ovviamente c’è tutto un contorno di folklore adeguato: tatuatori, musica, pelle, borchie, stivali e salsicce.

Poi ci sono le gare di accelerazione sul quarto di miglio e lo short track…insomma, una libidine.

royal enfield

Royal Enfield, imprescindibile

Va da sé che in una situazione del genere una casa come Royal Enfield non poteva certo mancare.

Ed è altrettanto chiaro che il Ruvido non poteva non essere parte del movimento, soprattutto se la Royal lo invita personalmente ad un giretto con le sue scintillanti motorette da Monza al lago di Como e ritorno.

Lo stand di Royal Enfield è evocativo, le motociclette sono tutte lì, fascinose e accattivanti, ma la mia scelta cade sulla nuova Interceptor, nella sua livrea bianca molto seventies.

Davvero intriganti le due special allestite per l’occasione, una Continental e una Scrambler con un botto di parti speciali e degli scarichi Termignoni che le rendono ancora più sexy.

continental

Il Tour, una scarica di adrenalina

Quindi dopo una mezz’oretta di ciacole da Bar Sport si parte, sulla comasina, attraverso la verde e operosa Brianza, col cielo che minaccia di rovesciarsi su di un pugno di impavidi pronti a tutto osare.

tour royal enfield

La Royal Enfield trotterella allegramente con un sound emozionante: in totale assenza di vibrazioni e con un filo di gas sembra una moto “elettrica”, apparentemente piatta nella sua erogazione.

Il bello comincia a Lecco, quando al grido di “l’ultimo paga il conto” ci si ingarella per i tornanti del lungolago, dove persino le ragazze del gruppo (due bikers cazzutissime) duellano a gomitate come se non ci fosse un domani.

Ruvido Interceptor

La Interceptor tira fuori le palle e ti fa divertire mostrando una elasticità e una maneggevolezza da vera cafe racer, unita ad una sicurezza da “moto da tutti i giorni”.

Il suo equilibrio  la rende la scelta ideale per il motociclista “non specializzato” in cerca di una moto non banale ed emozionante.

Il cielo ci risparmia fino al meritato pranzo, che diventa l’occasione per una chiacchierata fra motociclisti, con la mente ai progetti futuri, come il raduno nazionale a Massa e il prossimo Hymalaian Tour.

Tornando a Monza incolonnati lungo la provinciale, maledicendo il traffico, all’interno del quale però le Enfield si muovono con agilità, finalmente Giove Pluvio ci regala una pioggerella autunnale che certo non spaventa gli arditi centauri che siamo.

nicola ruvido

Interceptor, la Royal Enfield del terzo millennio

Forse sarò un motociclista “basic”, ma sia io che  il Carlo, che è abituato a roba grossa come le bicilindriche bavaresi, siamo rimasti  impressionati molto positivamente da questa motoretta con il cuore indiano e il cervello british.

Morbida per l’uso di tutti i giorni, ruvida quando serve, ti fa riscoprire il piacere di andare in moto alla vecchia maniera, senza carenatura e senza meta.

Insomma tutto come ai tempi dell’ Ace Cafe, quando i cilindri erano al massimo due e i giubbotti erano di pelle nera.

E il tutto a seimilaquattrocento euro, che di questi tempi è il prezzo di uno scooter giapponese.

interceptor

 

 

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