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Renault 4, la camionetta invulnerabile

Renault 4

I fanatici delle supercar mi scuseranno, ma dopo la 600 multipla nei miei ricordi trova spazio un’altra vetturetta “popolare”, per di più francese…la Renault 4, la camionetta indistruttibile.

Era la macchina di Carlo, mio compagno di bravate, gavettoni, bevute e zingarate nella scintillante Versilia degli anni ’80 ed era un carro inchiodato  all’asfalto che ha subito ogni sorta di offesa con tetragona indifferenza.

Andare andava veramente poco, ma era attaccata alla strada e, sui tornanti del Pasquilio, faceva il culo alle Golf.

Mio zio mi prestò la sua in occasione della storica nevicata di Milano  dell’86 e la sua Renault 4 mi portò in giro in scioltezza come un 4×4 quando tutta la città annaspava e si aggiravano i lupi al parco Sempione.

Ma andiamo con ordine…

renault 4

Renault 4, ovvero il ’61 fu davvero un’ottima annata

La brillante vetturetta d’oltralpe debuttò nel luglio 1961, mentre nella capitale industriale italiana aveva i suoi natali la sagace penna che sta scrivendo su queste colonne.

Era figlia di quattro anni di ricerche e drive test in ogni angolo del globo terraqueo, con ogni condizione climatica e fondo stradale.

L’obbiettivo era lanciare sul mercato una sorta di world car razionale, economica ma chic, con buone doti di carico, robusta e affidabile, in grado di opporsi al successo della Citroen 2CV, un vero best-seller che non accennava a spegnersi.

Il risultato venne presentato in Camargue, cioè nel “west” transalpino, in mezzo a bufali e cavalli, per sottolineare il carattere “ruvido” della Renault 4, che esordì con un motore quattro cilindri di 600 cc , un’estetica ispirata alla 2CV ma resa più personale, razionale e allo stesso tempo iconica.

renault-r4-1961

Innovativo era anche il pianale a ruote indipendenti molo alto dal suolo, ben 20 cm., che le consentiva una notevole agilità su percorsi impervi, oltre che la celebre guidabilità  da “mal di mare”.

Gli interni erano spartanissimi, anche per il 1961, con il caratteristico cambio sul cruscotto, che da usare era un vero divertimento e un interno che prevedeva due panchette rivestite in tessuto tipo bistrot provenzale che favorivano la promiscuità.

R4

Quella di Carlo aveva ‘ste panchette rivestite in una signorilissima plastica che col caldo ribolliva ma per fortuna era impermeabile ai gavettoni…

L’evoluzione di un best seller

La Renault 4 è stata l’automobile francese più venduta di tutti i tempi, superando gli otto milioni di esemplari in tutto il mondo.

Questo successo è sicuramente il risultato di un processo evolutivo costante che ha adeguato un progetto valido e razionale all’evoluzione dei gusti e delle esigenze del mercato, mantenendo però invariata la personalità e lo charme della R4.

Nel 1967 affrontò il primo vero restyling durante la  bagarre del Maggio francese, una sorta di generale miglioramento estetico e tecnico che tendeva a rendere appetibile la Renault 4 ad un pubblico culturalmente più raffinato.

R4

Negli anni ’70 si adeguò alle nuove normative per il risparmio energetico derivanti dallo shock petrolifero, con un’occhio di riguardo alla nascente sensibilità al rispetto dell’ ambiente.

R4

Mentre gli anni ’80 segnarono l’ingresso trionfale della plastica nei rivestimenti esterni, di sedili più confortevoli, motori più performanti, freni a disco e componenti di derivazione Renault 5, un altro cavallo di battaglia della Regié.

R4

La produzione cessò definitivamente nel 1994, con una longevità incredibile, lasciandoci un po’ tutti orfani di un pezzo della nostra storia a quattro ruote, un’automobile che entrò prepotentemente nella storia del nostro paese per il rapimento di Aldo Moro.

R4 Moro

Un’eredità pesantissima

La Renault 4 ha lasciato nella gamma Renault un vuoto colmato solo in parte dalla Twingo (bleah!) e dal Kangoo (doppio bleah!).

In Italia abbiamo la vera alternativa, si chiama Panda e continua a fare il suo servizio benissimo, anche se la R4 era più “abitabile” e aveva un po’ più di charme, ma forse è un’idea solo mia.

Nella gamma del gruppo Renault invece il modello che più si avvicina alla R4 secondo me è la Dacia Duster: economica, robusta, spartana e con quell’aria da camionetta che fa tanto avventura.

L’idea di proporre un’operazione revival girà da un po’ nell’aria, ma non la vedo facile in tempi brevi.

Se fosse sarebbe la benvenuta, sperando che in casa Regie rispettino lo spirito originario del progetto R4 e non ne facciano una macchina da hipster come il new Beetle, che, guarda caso, è uscita dai listini.

Coincidenze? non credo proprio…

Nuova R4

 

 

 

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