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Persol, una leggenda tutta italiana

Se non avete mai indossato un paio di Persol siete ancore in tempo per rimediare a questa mancanza.
Anzi, il mio consiglio è di farlo subito, perchè poche cose contribuiscono allo stile di un gentiluomo come un bel paio di occhiali da sole.

Nello squallido panorama dell’Italia contemporanea Persol è rimasto uno dei pochi brand di eccellenza prodotti sul nostro territorio rimasti in mani italiane e non divorato dalle multinazionali o dai mega gruppi del lusso.

persol

Persol, la storia del mito

Giovanni Ratti fonda la sua azienda produttrice di occhiali nel 1917 a Torino sulla spinta delle esigenze belliche, difatti il primo modello ( Il Protector) è studiato per gli aviatori che, ricordiamolo, all’epoca volavano con le cabine aperte.

Le sue lenti affumicate e la montatura in gomma ne fecero un successo mondiale che raggiunse anche le coste americane, passando per testimonial come Gabriele D’Annunzio.

Nel 1920 viene disegnato il logo (il c.d. cinesino) da Eugenio Colmo, un famoso vignettista di ispirazione decò  e nel 1938 nasce il marchio Persol, per il sole, appunto.

Il primo modello celebre della Persol è il famoso 649, creato per i tranvieri di Torino, ma reso immortale dal grande Marcello in “Divorzio all’Italiana“.

Persol 649

Ma la botta di celebrità assoluta al marchio è stata garantita dal suo cliente più assiduo, che, da motociclista e pilota, non poteva che rimanere soggiogato dalla qualità assoluta delle lenti e dallo stile delle montature.

Di chi stiamo perlando? Ma dai…

Persol

 

Steve McQueen e Persol

Facciamo un passo indietro.

Negli anni ’50 Persol aveva brevettato alcune soluzioni realizzative d’avanguardia come il famoso snodo “a freccia”, lai stanghette “meflecto”, il modello pieghevole, oltre ad aver raggiunto standard qualitativi nelle lenti da  porre i suoi occhiali su livelli assoluti per chi li utilizzava a livello professionale, come i piloti.

E Steve McQueen era un pilota, appunto, per cui nella sua vita privata non si separava mai dai suoi Persol.

Thomas Crown

Il film in cui li ostenta con più fierezza è “Il Caso Thomas Crown” che trasforma i 649 pieghevoli Havana con lenti azzurrate in un must-have anche per il nuovo millennio.

Ancora oggi, se andate sul sito della Persol, trovate una orgogliosa “Steve Mc Queen Limited Edition” di quelli che io considero forse i più carismatici occhiali della storia.

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Pensate forse che 345 euro siano troppi? Ok, siamo in tempi di fair play finanziario, ma gli occhi sono importanti e pochi accessori  come un paio di occhiali rendono un outfit appropriato.

In ogni caso, un saltino alle tante fiere del brocantage o dell’abbigliamento vintage, come quelle che a Milano potete trovare nell’area di Novegro, possono rivelarsi un buon sistema per aggiudicarsene un paio originale in ottime condizioni a 50/100 euro.

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Persol nel futuro

Dal 1995 il gigante Luxottica ha inglobato Persol, consentendogli però un’autonomia e uno standing da prodotto di lusso e garantendogli risorse finanziarie da investire nelle ricerca e nell’innovazione.

Dopo essere stati scelti da personaggi come Reinhold Messmer per le sue spedizioni, Arnold Schwarzenegger per Terminator 2, Carol Alt e Ornella Muti, le Frecce Tricolori come occhiali ufficiali, Persol si prepara alle sfide del terzo millennio con prodotti sempre d’eccellenza.

Inutile dire che ad un un ruvido gentiluomo tamarro gli occhiali che fanno battere sempre il cuore sono sempre loro, i Foldable di Steve, gli unici che insieme ai Wayfarer e agli Aviator hanno fatto la storia della mia vita.

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