Gente Ruvida

Perché il Padrino è imprescindibile

il Padrino

Perchè vi parlo del Padrino?

Ci sono film che hanno segnato il mio percorso di crescita in modo significativo, come se rappresentassero i vari stadi della mia vita.
Dopo i film della gioventù, dove campeggiano i capolavori di John Belushi o Big Wednesday, sicuramente i titoli che meglio rappresentano la mia maturità (chiamiamola così, dai) sono “Il Padrino” e “Il Padrino Parte Seconda”.

Come dice Tom Hanks in un film bruttino, nel Padrino c’è tutto…

il padrino

Un cast stellare diretto magistralmente

Innanzi tutto il cast, appunto: fra il primo e il secondo capitolo si avvicendano Marlon Brando, Al Pacino, Robert De Niro, James Caan, Robert Duvall e Diane Keaton oltre ad una decina di caratteristi  di un livello impareggiabile.

Non è soltanto il cast ad impressionare, è come Coppola li dirige e li armonizza, esaltando le caratteristiche di ognuno, rendendo naturale e allo stesso tempo inevitabile la loro presenza.

Per anni c’è stato un angolo del mio cervello in cui continuavo a pensare che Marlon Brando fosse veramente il padre di Al Pacino.

Altri film hanno avuto un gruppo di interpreti così elevato , vedi Sleepers o La Grande Fuga o I Magnifici Sette, ma in nessuno c’è stato un equilibrio così accurato nella distribuzione dei ruoli, senza camei o simili.

il padrino

Un’ affresco americano e italiano

Certo, la saga dei Padrino è la storia di una famiglia di mafiosi, non certo un bell’esempio per le generazioni a venire.

Bisogna sempre ricordarsi che la storia di un popolo e di una nazione passa anche attraverso pagine non proprio edificanti, come quella dei Corleone.

Nei due capitoli viene ricostruita la storia dell’America del ‘900 fino agli anni ’70 vista dagli occhi di una famiglia italiana che passa dalla miseria del ghetto al potere assoluto, attraverso un fiume di sangue e corruzione.

L’Italia è lontana e appare sono nei flashback siciliani, malinconici e insieme tragici, con una ricostruzione asciutta e fotografica dei luoghi e dei personaggi.

Che ci piaccia o no, l’ Italia passa anche per la famiglia Corleone.

il padrino

Un ritratto di famiglia

L’altro aspetto rilevante del Padrino è la dinamica dei rapporti personali all’interno dei Corleone, includendo anche Duvall, che da consigliere è da considerarsi uno dei personaggi principali.

La famiglia è il quadro di insieme attraverso il quale avviene il processo di crescita e formazione della personalità di Michael, il miglior Al Pacino di sempre.

Michael si presenta come un  giovane riluttante ma al termine del percorso accetta il suo scomodo ruolo per il bene della famiglia.

Una immagine perversa e speculare della crescita di ogni uomo, che nasce incendiario per trovarsi pompiere.

Ecco perchè lo considero il film della mia età adulta, proprio perchè è una metafora tragica sulla maturita e la caduta degli ideali

Michael-Corleone

L’eleganza italiana

I due capitoli del Padrino sono un esempio di eleganza e di stile applicati al cinema.

Dalla fotografia (semplicemente suggestiva) ai costumi, dalla ricostruzione di Little Italy agli interni delle abitazioni, Coppola mostra il suo lato maniacale ricreando atmosfere con una classe tutta italiana.

Diciamo la verità, la decadenza dei nostri costumi si misura proprio dalla abissale distanza fra il kitsch di Gomorra e lo stile del Padrino.

Il-padrino

Le grandi citazioni

I due capitoli del Padrino sono un pozzo senza fondo di citazioni, come una sorta di Divina Commedia dei giorni nostri e proprio questo aspetto ci fa capire la grandezza della sceneggiatura.

Non c’è nessun film nella storia che abbia così tante citazioni entrate nella cultura popolare come il Padrino, dalla proposta che non si può rifiutare, a “leave the gun take the cannoli”.

Non si possono però trascurare i nemici da tenere più vicini degli amici o dimenticare l’uso calabrese e l’andare ai materassi…

Sapete perchè ? perchè è una grande storia, magistralmente narrata, dalla quale ciascuno di noi può trarre ispirazione ed esempi da applicare alla sua vita.

don-fanucci

Il terzo capitolo

Come avrete intuito, del terzo capitolo preferisco non parlare.

Diciamo che l’occasione era ghiottissima, chiudere la saga rendendola una trilogia che portasse la famiglia Corleone ai giorni nostri.

E uno ci rimane male, anzi malissimo, perchè il capitolo finale è un film discreto, anzi, dai, bellino, rispetto ad altri addirittura bello, ma scompare al confronto dei primi due.

Chissà, forse perchè Andy Garcia non è assolutamente all’altezza di Al Pacino o Robert de Niro o perchè Sofia Coppola non riesce ad incidere nella narrazione.

O forse Coppola era troppo preoccupato dal budget e dai suoi debiti per ricreare la magia dei primi due capolavori.

Comunque, se proprio volete farvi un regalo, compratevi il cofanetto della trilogia e il terzo lo vedete nelle serate televisive di nulla cosmico…

parte terza

 

 

 

 

 

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