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NSU RO 80. una tedesca visionaria

nsu ro 80

Perchè parlare della NSU RO 80?
In effetti, vista così, non è che sia una di quelle auto che ti suscitano pulsioni sessuali, ma la sua storia è veramente anomala.
Ruvida, oserei dire…

Per questo simpatico articoletto ho chiesto una consulenza a due mattacchioni appassionati del marchio, Corrado Gelo e Gilberto Santimaria, consigliere e  presidente dell’ NSU fan club italiano, che si sono rivelati di una gentilezza estrema oltre che di una competenza enciclopedica.

RO 80

Il motore Wankel, semplicemente visionario

La NSU RO80 venne disegnata da Claus Luthe nel 1963 e presentata al Salone di Francoforte nel settembre del 1967 e presentava un motore inedito studiato da Felix Wankel.

Wankel iniziò gli studi del motore a pistoni rotanti nel 1957 presso la NSU di Neckarsulm. La prima vettura di serie che adottò un motore a pistoni rotanti Wankel fu la NSU Spider Wankel del 1964.

La piccola spider era dotata di un monorotore (1 x 497,5) che erogava 50 cavalli e permetteva alla vettura di raggiungere i 150 chilometri orari, mentre La NSU RO80 era equipaggiata con un motore a due pistoni rotanti (2 x 497,5) da 115 cavalli a 5.500 giri/min.

La velocità massima era di 180 chilometri orari e il chilometro da fermo veniva coperto in 33 secondi. Il cambio era semiautomatico a 3 rapporti più retromarcia con convertitore di coppia. Aveva 4 freni a disco con doppio circuito, servofreno e servosterzo.

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La NSU RO 80, un progetto avveniristico

Il consumo era di 11,2 litri per 100 chilometri. La vettura era lunga 478 cm, larga 176 cm e alta 141 cm e grazie alla linea a cuneo aveva un cx di 0,35 particolarmente favorevole per l’epoca

 Il serbatoio del carburante era in posizione protetta dietro al sedile posteriore e la vettura era dotata di longheroni anti intrusione laterali a difesa laterale dell’abitacolo. I primi esemplari presentavano difetti ai segmenti di vertice (precoce usura) che decretavano problemi di tenuta del motore.

NSU RO 80

Con il tempo i problemi vennero risolti dalla stessa NSU, ma l’auto aveva ormai perso di credibilità.

Una leggenda malevola narra che i proprietari incrociandosi si salutassero indicando con le dita della mano quante volte avevano sostituito il motore…

In Italia le officine tennero i clienti all’oscuro di tutto.

Il più delle volte al cliente italiano si diceva che la scarsa potenza del motore era dovuta a problemi di carburazione. In effetti alla sera, dopo aver chiuso l’officina, i meccanici smontavano il motore dalla vettura per sostituirlo con un altro nuovo o revisionato.

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Nella stessa cassa che aveva ospitato il nuovo motore, veniva riposto il motore difettoso, spedito poi in Germania alla Casa Madre per essere studiato.

Lo smontaggio del vecchio e il rimontaggio del nuovo si effettuava in quattro ore. Al cliente non veniva addebitata alcuna spesa.

Nonostante questi artefizi , la produzione finì purtroppo nel 1977 con 37.000 esemplari prodotti, trascinando con sé anche i destini della NSU.

NSU RO 80

Sentite Corrado…

 “Nel 1998 ho conosciuto Luthe che mi disse che lui si arrabbiò tantissimo quando in NSU decisero di cambiare la linea dei fari e della calandra per adeguarsi al mercato americano. I vecchi fari e la calandra in alluminio armonizzavano con la linea della fiancata, mentre i nuovi fari con vetro verticale e la nuova calandra in plastica rientrata rispetto al paraurti poco armonizzavano con il diedro laterale”.

Molti pensano che la RO 80 consumasse olio: in effetti non era così. Era previsto dal tipo di motore e dal suo progetto.

nsu ro 80

L’olio veniva utilizzato per il raffreddamento del motore. Il consumo normale era di un chilo per mille chilometri. Una pubblicità di NSU sosteneva che la RO80 era l’unica auto al mondo a cui non andava sostituito l’olio!

Un’altra pubblicità recitava: “tutti vi parlano dell’accelerazione, noi vi parliamo della frenata!” La frenata della RO80 poteva vantare spazi di arresto veramente ridotti.

Il materiale dei segmenti di vertice che si usurava precocemente venne sostituito da un’altra lega molto resistente all’usura studiata dalla NASA.

I Tedeschi, si sa, gente puntigliosa…

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