Icone

Norton Commando, una moto per il gentiluomo ruvido

Norton Commando

Poche moto nella storia hanno raggiunto una fama tale da potere essere definite un’icona del motociclismo.
In questa ristretta cerchia si inserisce di prepotenza, è proprio il caso di dirlo, la Norton Commando, la moto ruvida per eccellenza

.Sarà quel fascino bbritish, sarà quell’aria da mano-bike da maximoto ante litteram, sarà forse perchè è la moto da rocker anni’6o (Perfecto style) per definizione, insomma io per la  Norton Commando ho sempre avuto un debole.

Stupendo l’abbinamento con una Barbour o una Belstaff, magistrale con uno Schott…a tutto abbinate una t-shirt bianca ed una bionda…così

Norton Commando

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La nascita di un’icona

Per quasi tutti gli anni Sessanta le grosse moto inglesi sono state il sogno dei bikers. Sulle strade di quella cilindrata e con quelle prestazioni non c’era niente, se si esclude la BMW R 69S, che però era decisamente un’altra storia, con il suo motore boxer e la sua trasmissione finale ad albero.

Le bicilindriche di casa nostra Laverda e Guzzi sono apparse solo verso la fine del decennio e le pluricilindriche giapponesi erano di là da venire.

Chiariamo subito una questione: la Commando non si può certo definire una moto innovativa, anzi, era più britannica della Regina Elisabetta: motore bicilindrico frontemarcia, vibrazioni, anche se attutite da nuovisilent blocks, potenza “normale” per il 1967, 58 cavallini, ed una estetica iper tradizionale.

Di fantastico c’era quel telaio featherbed ereditato dalla Atlas, il modello precedente, che però era un disastro come affidabilità.

Norton-Commando-7501

L’evoluzione della Commando

Per fortuna nel 1969 in Norton si mettono la mano al portafoglio e cacciano fuori la Commando Fastback, cioè “coda spiovente” (manco fosse una giardinetta), cioè quella nella foto sopra con la bionda, che ha una sua bella personalità con quel cotone lungo lungo e quel serbatoio “interrotto”.

Nel 1970 vennero prodotti pochissimi esemplari di una versione speciale della Fastback, la Production Racer. Il motore era stato potenziato (disponeva di 66-67 CV, contro i 60 della “Fastback”).

Il salto di qualità definitivo avviene con la versione da 850 cc, che, abbassando la potenza di una decina di cavalli, rende la Commando decisamente più affidabile.

Norton_commando_850

L’affidabilità era una caratteristica indispensabile soprattutto per il mercato a stelle e strisce, dove si stavano affermando le versioni Roadster e Interstate, rivale in pectore delle Harley Davidson.

Negli USA il successo fu enorme, tanto che vennero messe in produzione le varianti Scrambler e Hi Rider, una specie di chopper stile Hell’s Angels.

Norton-Commando-750-Ro

Fine dei giochi

Nel 1977 la Commando esce dalla produzione travolta dall’invasione delle pluricilindriche con gli occhi a mandorla, più performanti e più affidabili.

I geni della NVT che ha assorbito la Norton puntano sul Wankel (un motore che con le motociclette non ha mai avuto feeling) e poco dopo chiudono bottega.

Nel 2009 la Norton Motorcycles è risorta dalle ceneri, mettendo subito in produzione una Commando 990, che poi è stata affiancata dalla Atlas di cilindrata inferiore, probabilmente più commerciale.

Per cui se volete rivivere il fascino della moto dei rockers vi consiglio di setacciare il web e le fiere settoriali tipo Novegro e di provare ad assicurarvi una bella 850, più affidabile, che provvederà a trasmettere alle vostre riverite terga una quantità industriale di vibrazioni facendovi finalmente sentire  vivi come non succedeva da aaaanni…

Norton 2018

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