Gente Ruvida

Noi che avevamo Sandokan

sandokan

Ricomincia Game of Thrones e siamo tutti lì ad aspettare lo scontro finale col drago-zombie e tutta la banda.
Ma un secolo fa, c’era un’altra fiction che ci teneva col fiato sospeso e, a pensarci oggi, fa davvero tenerezza.
Dai, ma ve lo ricordate Sandokan?

sandokan

Io non faccio testo

Io non faccio testo, sono un caso a parte, ero malato di Salgari come un pischello di oggi è malato per Fortnite.

Enrico Salgari per me era Dio e Sandokan il suo profeta, avevo letto tutto di lui, l’opera omnia, comprensiva di Corsari Neri e Libri della Jungla, totalmente carburato dal mondo esotico inventato dal piemontese che al massimo nella sua vita era andato in vacanza a Varazze.

D’altronde, come non si poteva rimanere catturato da storie così dense di cappa e spada, paesi lontani, avventura e cuore selvaggio, dove il coraggio vinceva sempre e c’era sempre una principessa da salvare a colpi di scimitarra?

E quelle copertine liberty poi…

Salgari

Sandokan, in prima serata!

La tivvù nel 1976 non era ‘sto granché, soprattutto per un adolescente, due canali e poco d’altro, tutti ad aspettare lo show del sabato sera e la fiction della domenica (il quiz al giovedì, il film al lunedì …madonna che tristezza!)

La bomba Sandokan esplode il 6 Gennaio 1976 ed è un ecatombe nucleare: prima serata Rai 1 , 27 milioni di spettatori: praticamente, come Sanremo.

Rivista oggi fa tenerezza, ma neanche tanto: era una produzione “pesante”, il regista, Sergio Sollima era di primo fascia, il cast era stellare: Kabir Bedi era un super attore indiano (oggi ci avrebbero rifilato Beppe Fiorello), poi Philippe Noiret, Adolfo Celi, Andrea Giordana e, rullo di tamburi, Carole Andrè.

Sandokan

Sei puntate da sessanta minuti che fecero un gran rumore: nacquero mode, soprannomi (un boss della camorra), parodie (Franco e Ciccio, per chi si ricorda) e, soprattutto, un sequel cinematografico l’anno successivo, Sandokan, la tigre è ancora viva, con Sollima alla regia e lo stesso cast.

La sigla fu affidata agli Oliver Onions, cioè Guido e Maurizio De Angelis, quelli di Terence e Bud, che fecero il botto sparandola in vetta a quella che allora si chiamava Hit Parade (45 giri, dischi veri, venduti sul serio…).

I critici ovviamente lo maciullarono ma la cosa non mi toccò minimamente, uno sticazzi li seppellì pomposamente e via…

Forse il dettaglio sarà sfuggito ai più, ma nel ruolo della Perla di Labuan c’era questa signora

Sandokan

e non è un piccolo particolare…

La Tigre è ancora viva?

Sono passati 40 e passa anni, ci sono stati sequel e rebooting, ma cosa è rimasto di Sandokan, a parte il ricordo?

Beh, ve lo dico a mente lucida, Sandokan si può ancora vedere, senza vergogna e senza sbadigliare.

La recitazione è di prim’ordine e la regia “tiene”, zero digitale, è ovvio, ma neanche il “Ombre Rosse” o “Barry Lindon”, se mi permettete il paragone irriverente.

Ovvio che il 4K è lontano anni luce e la scena del salto della tigre non è proprio impeccabile, ma povero Kabir, non fate i cattivi, per rimetterlo in forma gli fecero un culo che neanche Richard Gere in “Ufficiale e Gentiluomo”.

E, soprattutto, se preferite le fiction Rai in programmazione oggi allora vi meritate Beppe Fiorello.

Sandokan

 

 

 

 

Click to comment

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

To Top