Gente Ruvida

Maurizio Merli, poliziotto senza paura

Maurizio Merli

I ragazzi degli anni ’60 e ’70 se nomino Maurizio Merli porteranno istintivamente la mano alla cintura per impugnare la Beretta.

Non è mai stato candidato all’oscar, ma Maurizio Merli rappresenta un’epoca e un modo di fare cinema tipicamente made in Italy.

E noi quel cinema lo stimavamo anche prima che lo scoprisse Quentin Tarantino…

Maurizio Merli

Anni difficili

Inquadriamo il periodo: il cinema a cui faccio riferimento è ambientato negli anni ’70, decisamente anni complicati per il nostro paese, attraversati da una tensione sociale potentissima.

Gli anni ’60 erano stati una sorta di bolla magica di ottimismo dalla quale stavamo uscendo con violenza e rapidità, scoprendo sensazioni come paura e rabbia.

La criminalità scopre la violenza brutale e incontrollabile che presto invaderà anche la sfera della politica.

Il cinema riflette questo sentimento diffuso, sfornando una serie di film bollati dalla critica paludata come “poliziotteschi”, una caricatura dei polizieschi americani.

In questo scenario si inserisce un attore dalle potenzialità enormi che, se fosse nato a Chicago invece che a Roma avrebbe potuto essere il Gene Hackman de noaltri.

Maurizio-Merli

Maurizio Merli, il Commissario di ferro

Maurizio è uno dei principali interpreti di questo filone, assieme a Tomas Milian, Franco Nero, Luc Merenda e John Saxon.

Lui nasce proprio con il poliziottesco, visto che prima di Roma violenta, nel 1975, non aveva propriamente lasciato il segno nel mondo del cinema.

Con quella faccia da sbirro buono, il baffo da  Causio, i modi spicci e il fisico prestante diventa l’idolo degli Italiani terrorizzati dalle rapine.

Maurizio-Merli

Maurizio impersonava personaggi di duri poliziotti in rivolta contro l’ingiustizia e il lassismo della legge e dei magistrati.

E poi ditemi che in Italia le cose sono cambiate…

Come uno Steve Mc Queen di Torvajanica spesso interpretava lui stesso le scene più estreme senza usare stuntmen.

Maurizio Merli

Successo e declino

Maurizio ebbe un successo esplosivo ma di breve durata: dal 1975 al 1980 girò 15 poliziotteschi che lo portano da Roma a Milano fino a Napoli e Corleone .

I titoli erano più o meno Roma Violenta, Napoli Violenta, Da Corleone a Brooklyn,Il Cinico l’infame e il Violento, Roma a Mano Armata, Sbirro, La Tua Legge Non è La Mia.

Ricordo con affetto Poliziotto Sprint, con Maurizio alla guida di una affascinante Ferrari 250 Gt.

maurizio merli

Diciamo che il genere prediligeva i cliché e le produzioni dell’epoca non andavano tanto per il sottile, puntando al box office…

Ma il poliziottesco aveva decisamente il suo perchè, con i pochi mezzi a disposizione, confezionava prodotti eccellenti che ci facevano saltare sulle panche in legno dei cinema anni ’70.

La qualità era garantita dalla partecipazione di artigiani e artisti di eccellenza come Steno, Morricone, Corbucci, Sollima, Lenzi, Ricci, Castellari, Damiani e Tessari.

Con la fine degli anni di piombo anche il genere si esaurì e  Maurizio scomparve dalle scene, ignorato dai produttori che non vedevano in lui altro che il Commissario Betti.

Fu stroncato da un infarto a 49 anni nel 1989 proprio quando si pensava ad un suo rilancio, salvato in extremis dalla comparsata nell’Isola dei Famosi.

Dura la vita se stai a Cinecittà e non a Hollywood…

Maurizio Merli

 

 

 

 

 

 

Click to comment

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

To Top