Gente Ruvida

Kobe Bryant : addio Mamba

kobe bryant

Non voglio spacciarmi per quello che non sono: non sono né un esperto di basket né un profondo conoscitore del mondo NBA.
Ma Kobe Bryant faceva parte di una elite planetaria di personaggi, sportivi e non, destinati a lasciare una traccia.
Ed è una vera ingiustizia che una luce così abbagliante sia stata spenta così, in maniera brusca e immotivata.

Kobe-Bryant

Un campione assoluto

Non vi tedierò con il suo palmares, ma non si possono non ricordare i cinque anelli con la stessa squadra, i Lakers, e i due ori olimpici che lo iscrivono nella Hall of Fame del basketball mondiale.

Kobe Bryant ha incarnato lo spirito stesso di una città, come Michael Jordan per Chicago e come Rivera e Mazzola per Milano.

Questo in uno sport iper-professionistico come il basket, dove i giocatori sono aziende che si muovono con logiche dominate dal business.

Kobe

(Photo by Christian Petersen/Getty Images)

Edè stata  proprio Los Angeles a prenderselo definitivamente, con la frenesia del muoversi in elicottero a causa del traffico.

Credo però che l’assordante boato causato dalla caduta dell’elicottero di Kobe sia dovuto più dallo spessore dell’uomo che dal valore assoluto dell’atleta.

Basti pensare alle sue fondazioni,la Kobe Bryant China Fund per favorire l’educazione scolastica e sportiva dei ragazzi in Cina e la Kobe & Vanessa Bryant Family Foundation, che si impegna nel sociale verso i più giovani abitanti di Los Angeles in difficoltà.

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Kobe, un ragazzo semplice

Di Kobe ho un solo ricordo, ma mi basta e avanza…

Mi trovavo a passare per Via Massena qualche anno fa davanti alla sede di Radio Deejay.

Impossibile non notare una insolita folla davanti all’ingresso, scendo incuriosito dalla macchina (era da poco passato mezzogiorno, orario di uscita degli ospiti di Linus) pensando ad una rock star.

Ma il personaggio che vedo uscire è più di una rock star, è il Dio dell’NBA, sua maestà il Black Mamba, a me quasi sconosciuto ma che indubbiamente brillava di luce propria.

Impossibile avvicinarsi, ma questo ragazzone  dall’aria disponibile non si sottraeva ai suoi fan, anzi, scambiava battute in italiano, dava il cinque a tutti e sembrava felice di trovarsi lì in mezzo alla gente comune.

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Sarò io l’ingenuo, ma uno così non si meritava quella fine.

Sì, è vero, nessuno si merita di morire a 42 anni con la figlia schiantandosi in elicottero, ma gli dei non dovrebbero morire, ci lasciano terribilmente orfani…

Ladies and gentlemen, Mamba out.Kobe Bryant

 

 

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