Gente Ruvida

José Mourinho, the rough one

jose mourinho inter

Ci sono persone che, quando ero piccolo, consideravo miei “zii di adozione”, cioè era come se fossero miei zii, ma senza che loro lo sapessero: uno era Woody Allen,poi c’era Ugo Tognazzi e, fra gli altri, Giuanin Trapattoni, solo nell’anno dello scudetto dei record.
Se fossi ancora un bambino, José Mourinho sarebbe uno di loro, ma visto che ho una certa età, resta da capire cosa rappresenti José per me: forse un fratello di sangue nerazzurro, forse una divinità scesa sulla terra, magari un sogno di fine maggio a Madrid…

jose mourinho

La storia di un predestinato

José Mário dos Santos Mourinho Félix, insomma Mou, come lo chiamavamo a Milano, è un ragazzo del ’63, figlio d’arte, che prova con scarso successo a fare il calciatore, si laurea all’ISEF portoghese e insegna educazione fisica aiutando il padre come osservatore, finché non diventa vice nel Vitoria Setubal, poi nell’Estrella Amadora, dove viene notato da Bobby Robson, che lo porta con sé allo Sporting Lisbona, al Porto e al Barcellona,dove rimane anche con la guida tecnica di Louis Van Gaal, non l’ultimo dei pirla, insomma.

Ma Lui non era destinato a restare il secondo di nessuno, così appena si libera la panchina del Benfica torna in Portogallo .

Solo nove partite col Benfica, poi l’Uniao Leiria, dove centra uno storico quinto posto per approdare al Porto, dove diventa il miglior tecnico portoghese di tutti i tempi, vincendo tutto, Champions League compresa.

mou porto

 

Il richiamo dei rubli di Abramovich  porta Mourinho sulla panchina del Chelsea, regalando al club londinese due scudetti di fila dopo che in tutta la sua storia ne aveva vinto solo uno.

Con Roman non è un rapporto facile e, appena il rendimento della squadra cala, i due si separano con una buonuscita da urlo per Mou.

Ma il meglio deve ancora venire…

Jose-Mourinho

José Mourinho principe nerazzurro 

Segnatevi la data: 2 Giugno 2007: José Mourinho firma un contratto con la società F.C. Internazionale per 3 anni (con un compenso di 10 milioni a stagione) che segnerà l’inizio di una cavalcata entusiasmante per noi tifosi nerazzurri, un periodo indelebile nella nostra memoria collettiva.

Mou non è solo un grandissimo tecnico, ci tengo a sottolinearlo, è un grande comunicatore: il suo esordio in conferenza stampa con il celebre “io non sono pirla…” è davvero fulminante.

Tutto il suo stile è unico come il suo metodo di allenamento e la sua visione strategica del gioco: senza alcun dubbio il 90% dei tecnici oggi in attività devono il suo successo alle idee di José Mourinho.

È sicuramente inutile oltre che pleonastico ripercorrere il cammino di Mou all’inter, guardatevelo su Wikipedia, noi interisti lo abbiamo tatuato sul cuore.

mourinho champions

(Photo by Shaun Botterill/Getty Images) *** Local Caption ***

Perchè Mourinho il ruvido

Quello che ha segnato quei magici anni è lo stile di Mou, la sua straripante personalità, il suo sorrisetto irridente nei confronti dei giornalisti ostili, il famoso “rumore dei nemici”, il gesto delle manette, “zeru tituli”, insomma tutta la mitologia mourinhiana che ha contraddistinto un biennio conclusosi con una notte di gloria e una fuga in una Mercedes nera.

José à il vero “hombre vertical”, con lui tutto o niente, o sei con lui o sei contro. ma riesce a costruire un gruppo inossidabile, con cui si mette in gioco personalmente e che difende fino in fondo da tutti offrendo il petto alle pallottole.

La sua grande astuzia sta nel creare, spesso ad arte, diversioni mediatiche per coprire carenze della squadra in modo da proteggerla dalle critiche e crearle intorno un ambiente galvanizzato.

Grandissimo comunicatore, contro la “prostituzione intellettuale” e i suoi colleghi “condannati per frode sportiva”.

José Mourinho, l’unico mattatore del calcio moderno.

jose manette

 

AMALA

Tutto quello che è venuto dopo

Pare che quella Mercedes nera lo abbia portato in Spagna, dove un ricco club semi sconosciuto gli abbia offerto più soldi e , dopo avere vinto uno scudetto da record, lo abbia cacciato per aver litigato col portiere…

ronaldo-mourinho

Poi si racconta che Abramovich lo abbia richiamato per riportare in auge il suo Chelsea depresso ma, sempre dopo aver dominato un’altro campionato, l’oligarca non abbia retto il confronto col caratteraccio di Mourinho e abbiano divorziato per l’ennesima volta.

Ora qualcuno lo ha visto sedersi sulla panchina di una squadra a Manchester come dirimpettaio del suo eterno rivale Pep Guardiola, con l’ingrato compito di riportare al successo la squadra più forte d’Inghilterra, raccogliendo la pesante eredità di Sir Alex Ferguson.

jose manchester

Finora ha vinto tre coppette fra cui l’Europa League, robetta, insomma.

 

Jose, ripensaci, la primavera a Milano è bella…

Forse non succederà mai, forse Mourinho diventerà il nuovo Ferguson e non lascerà mai quel cesso di posto di Manchester (conoscendo l’uomo mi pare complicato), forse Luciano Spalletti vincerà più di Jose con i nostri colori (ancora più complicato) però…

José mi manca, Jose Mourinho ci manca, manca a tutti i tifosi nerazzurri e, diciamolo, manca a tutto il calcio italiano, ormai avvinto da una cappa di mediocrità provinciale di una tristezza inenarrabile.

Ho nostalgia, una nostalgia potente, delle sue conferenze stampa, del suo agitarsi come un guerriero a bordo campo, delle sue esultanze esagerate, delle sue cravatte annodate in modo approssimativo e della sua barba ispida da zingaro (diciamo la verità, l’eleganza non è il suo forte, ma meglio lui di quel fighetto di Guardiola, di quel tizio con lo zerbino in testa o del fidanzato di Ambra Angiolini…)

Forse i cinesi non pareggeranno mai l’offerta dello United, forse Big Luciano conquisterà il mio cuore…

José pensaci, il clima è imparagonabile, la cucina è di un’altra categoria e a Milano abbiamo le donne più belle del mondo.

 

mou

CONOSCERE MOURINHO

 

 

 

 

 

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