Gente Ruvida

Eric Cantona, un 7 in versione crime

Cantona

Ci sono calciatori che segnano la storia per la classe delle giocate oppure per il loro carattere ruvido, poi c’è Eric Cantona, l’uomo che ha unito entrambe queste caratteristiche.

Ma Eric non è soltanto un ex fenomeno del calcio, è soprattutto un personaggio a tutto tondo: artista, attore, manager e come il buon vino migliora col passare degli anni.

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Il fenomeno venuto dal sud

Eric Cantona è innanzitutto un ragazzo del ’66 di origini metà sarde e metà catalane, cosa che garantisce un tasso di ruvidità esagerato e lo fa entrare nella mia personalissima hall of fame.

Marsigliese DOC, esordisce giovanissimo nell’Auxerre per passare  poi al Marsiglia, dove vince uno scudetto e viene notato dagli osservatori della Premier League.

Con la Francia e il calcio francese in generale Eric ha un rapporto di amore e odio, ne percepisce i limiti dell’epoca e, su consiglio di Michel Platini (non proprio l’ultimo dei fessi) salta la Manica a piè pari.

Ha 25 anni e il suo curriculum è quello di una vera testa calda,  un florilegio di risse coi compagni, gli arbitri e gli avversari, cosa che gli impedisce di passare all’Arsenal, ma non al Leeds, dove riesce a vincere il secondo scudetto della sua carriera.

A metà del 1992 lascia il Leeds per approdare nei red devils di Manchester, meritandosi l’epiteto di traditore e l’odio della tifoseria. ma la gloria lo chiamava alla corte di Sir Alex Ferguson, dove sarebbe diventato il giocatore del secolo.

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Un uomo un colletto alzato

Il bilancio della sua storia col Man Utd racconta di 4 scudetti e 2 FA Cup vinte in cinque anni, più un anno di squalifica per un gesto ormai passato alla leggenda del calcio.

Era il 25 Gennaio 1995 quando un simpatico tifoso del Crystal Palace lo apostrofa dagli spalti con un cordiale “tornatene a casa tua”, Eric non gradisce, e risponde con un calcio volante in piena faccia che gli costa la suddetta sanzione, ma lo consacra nell’olimpo dei bad boys del calcio mondiale.

Tanto per intenderci, Eric nel 2011 dopo il ritiro dichiarerà che lo avrebbe rifatto con sommo piacere…

Un bel calcio in faccia al politically correct.

Eric Cantona

Dopo il ritiro, una nuova vita

Un uomo del genere quando appende gli scarpini al chiodo non può certo rassegnarsi al ruolo di opinionista come un Beppe qualunque (col massimo rispetto).

Troppo attaccabrighe per fare l’allenatore, si dedica subito alla sua seconda passione, la pittura, con notevoli risultati, ma il destino gli riserva presto altri scenari.

Il mondo del cinema si accorge presto di lui, della sua faccia e del suo carisma, oltre che della sua sensibilità artistica.

La sua filmografia in patria è ormai piuttosto robusta, ma mi permetto di segnalarvi un piccolo capolavoro, guarda caso di un regista britannico, Ken Loach, Looking for Eric, in cui fa la parte di se stesso in versione fantasma, tanto per ribadire l’impatto mediatico e sociale del calciatore Cantona.

Looking for Eric

 

Eric Cantona, un flic fuori dagli schemi

Siamo ormai nel millennio dove le serie TV hanno preso il posto dei film e il nostro Eric entra a gamba tesa anche nel piccolo schermo piatto dei nostri salotti con ben due titoli.

Il primo, Derapages (in Italia Lavoro a mano armata) risale all’anno scorso ed è targato Netflix ed è un piccolo esempio di come si possa fare intrattenimento con dei contenuti non banali, grazie anche al talento inaspettato di un personaggio del calibro di Eric, calato in pieno nel ruolo di un ruvidissimo disoccupato in lotta col sistema.

Derapages

L’ultima nata, Le Voyageur, (Il Giustiziere,la potete seguire su Sky) è decisamente più commerciale, una crime story dove Eric interpreta la parte di un poliziotto che si autosospende dal servizio attivo per poter seguire dei casi abbandonati ufficialmente.

Il personaggio è ruvido, vive su un camper disastrato cibandosi di quello che caccia e pesca, procurandosi l’argent de poche con lavoretti da manovale, una specie di clochard versione poliziesca e gira per la Francia risolvendo delitti più o meno seriali.

Che dire…la trama è un po’ deboluccia, i Francesi sono sempre abituati ai loro stereotipi e ne fanno uso abbondante,ma Eric, beh, vale decisamente il prezzo del biglietto, che in questo caso non c’è, ma anche il vostro tempo ha il suo valore…

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