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Eicma 2018: elogio della moto ignorante

Indian Scout

All’EICMA proprio non so resistere, nonostante sia un’esperienza devastante per corpo e spirito.
La domanda, quest’anno, è se ne sia valsa la pena.
Premesso che i miei occhi hanno ormai un filtro speciale: quello dell’ignoranza, che io considero una caratteristica positiva e ineliminabile per quell’oggetto del desiderio che noi maschi chiamiamo motocicletta.

Ignorante è sinonimo di ruvido, per cui vi segnalerò le mie preferite del salone e chiedo scusa agli estimatori dei bolidi da 150 accapì, ma a me non interessano…

Triumph e Royal Enfield

Dalle parti di Hinckley per l’EICMA hanno calato l’asso con lo Scrambler 1200 che è sicuramente un passo in avanti per chi utilizza la sua moto per il gran turismo, ma scrambler avrebbe un’altro significato, per cui perdonate se non mi strappo i capelli, anche perchè non ne molti da sprecare.

Belle le nuove grafiche e le versioni migliorate delle Street Twins e Scrambler o Bonneville, insomma le classics, che restano le mie moto preferite in assoluto.

Triumph

La Royal ha deciso di darsi una mossa e ha finalmente in gamma ‘sti bicilindrici Interceptor tipo Triumph che costano meno delle corrispondenti, ma le finiture sono un po’ carenti.

Uno potrebbe dargli fiducia, ma l’affidabilità e la rete di assistenza sono tutte da verificare.

Il bicilindrico a V tipo Brough Superior mi sembra un esercizio stilistico senza possibile sbocco.

Royal Enfield

TRIUMPH IS A RELIGION

Moto Guzzi e BMW, i rivali a due cilindri

Da Moto Guzzi niente di particolarmente nuovo all’EICMA, tranne gli aggiornamenti alla gamma V7 che guadagna anche un bel faro a led, oltre che un’iniezione di finiture che alzano il livello.

La V9 Bobber Sport suscita qualche tiepido interesse ma tutto si concentra sull’entrofuoristrada V85TT, che fa copia incolla con la Triumph di sopra, per gli amanti del genere, almeno hanno azzeccato il nome…

moto-guzzi-v85-tt

In Bavaria hanno pensato bene di reagire con la nuova GS 1250, sempre più ipertrofica e monumentale, concentrato di tecnologia e status symbol di riferimento, un’astronave da autostrada che della vecchia GS non ha più neanche il profumo.

bmw 1250 gs

Tutto il resto della gamma boxer ha avuto solo qualche rinfrescata e colori nuovi…sono un po’ deluso.

SHOPPING ON LINE

Ducati, scrambler e Panigale

A Borgo Panigale si sono preoccupati di creare all’EICMA tutto un mondo di flipper, juke-box e calcio balilla intorno alla Scrambler, che diventa sempre di più un marchi autonomo rispetto al marchio Ducati.

D’altronde i numeri danno loro ragione e forse sarà per questo che hanno deciso di produrre i telai in Corea pagandoli la follia di 70 euro ( settanta…) demoralizzando la produzione dall’Italia facendo così chiudere una fabbrica.

Complimenti all’Audi e alle sue logiche planetarie del cazzo.

Detto questo, bisogna rendere giustizia alla Panigale, un vero mostro, terrificante e sinuoso, un capolavoro di design da 215 cavalli, che colloca Ducati in una posizione assoluta nelle Hyper Sports.

Chissà per quanto tempo la produrranno ancora in Italia…

Panigale-

Jap e dintorni

Sapete che non sono un grande estimatore dei giapponesi, però in casa Kawasaki almeno hanno capito di avere un asso nella mica con la Z 900 e hanno presentato una quantità industriale di versioni speciali con verniciature bicolori da farti girare la testa, oltre che una parata storica della belva anni ’70…per un’attimo li ho amati alla follia.

kawa 900

La Yamaha, oltre a propinarci all’EICMA l’ultima super versione del T-Max pronto per la nuova serie di Gomorra, continua con l’operazione nostalgia e mette in bella mostre la XT 500 che suscita ammirazione nei veterani come me e propone una sorta di replica con la XSR 7oo dei fast brothers, davvero bella anche se non è niente di nuovo,(l’anno scorso c’era con i colori di Kenny Roberts.)

Yamaha 700

Honda ci vuole vendere la nuova 650, che sarà sicuramente una regina del mercato perchè sembra piuttosto elegante, sufficientemente sportiva e andrà sicuramente bene, anche se mi suscita poche emozioni, ma non è questa la politica della casa giapponese.

honda 650

A proposito, le standiste vestirle meglio, no? neanche le professioniste di strada…

Harley Davidson e Indian

In Harley è in atto una vera rivoluzione legata ad una strategia di globalizzazione che porta ad un ampliamento della gamma, con tante versioni nuove del bicilindrico, peraltro non presenti all’EICMA, francamente discutibili, per non parlare dl settemmezzo, snobbato dagli Harleysti puri.

Troneggiava nello stand la LiveWire, elettrica, una eresia su due ruote che sarà anche il futuro, ma resta il fatto che i presenti non la degnavano di uno sguardo, preferendo di gran lunga le HD più ignoranti, sempre nella mia accezione.

livewire

La Indian è la bella scoperta dell’ EICMA, niente di nuovo si dirà. ma questa 1200 scalda i cuori, è carne e sangue, muscoli e pistoni, ignoranza allo stato brado, come si fa a non desiderarla? Le Scout poi sono molto molto Yankee, ma pulite, ti danno l’idea del bobber vecchio stile, ruvido e sincero, compagno di vita e di strada.

Insomma, una vera moto redneck.

Indian 1200

Per il momento mi fermo qui, convinto di avervi fatto vedere “the very Best”, almeno secondo me…

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