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Don Law Racing, la tana delle Jaguar XJ 220

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Ogni casa automobilistica che si rispetti  nel curriculum della produzione ha almeno una “special” che nulla ha a che vedere con la normale produzione.

Un qualcosa che viene fatta in un capannone a parte, con gente speciale, chiusa al resto degli umani, dove l’unico contatto col mondo esterno è il portone da dove escono finite queste supercar.
Alla Jaguar negli anni ’90 si forma il “Saturday Club”, formato da un gruppo di dipendenti ( tra cui ingegneri, operai, meccanici, progettisti ) che andavano gratuitamente a lavoro il Sabato per dar sfogo alla loro creatività cercando di creare qualcosa di unico.

Capitanati da Jim Randle, partoriscono la XJ220, l’auto nata per battere la Ferrari F40 , la Porsche 959 e la Bugatti EB110.
Di quell’auto storica esistono solo 275 esemplari, ma nel mondo c’è solo un’azienda specializzata che si prende cura di tutte queste auto: La Don Law Racing.
Sperduta nella campagna di Staffordshire, si fatica a trovarla anche avendo l’indirizzo perché volutamente anonima.

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Artigiani della qualità (quelli veri)

I fabbricati (probabilmente una vecchia fabbrica di formaggio) fatti a mattoncini, non fanno intuire di essere nel posto più importante del mondo per queste auto!

Ma appena ti fermi e ti guardi intorno, vedi dietro un portone 2 carrozzieri che stanno riparando una XJ220, e più in là una vetrata dove all’interno vedi auto e moto incredibili, una specie di museo che solo pochi hanno il privilegio di toccare, allora capisci che sei arrivato.
La mia visita inizia così, un’anonima giornata di fine Luglio, improvvisamente trasformata in una giornata leggendaria per me!
Su indicazione dei carrozzieri, gentilissimi, trovo l’entrata: nessuna scritta fuori, nessuna indicazione sulla strada. Ma appena varco la soglia d’ingresso, a sinistra si vede già la sagoma di una XJ220 LM sollevata per manutenzione. Entro e…. si. Sono nel posto giusto!
Davanti a me almeno 15 XJ220 tra LM, S, C , Martini Racing e le normali: è la prima volta nella mia vita che vedo la XJ220 dal vivo, e nello stesso momento vedo davanti a me tutte le versioni, con guida a destra e sinistra, modificate e di serie, insomma, ho il cuore che batte a 1000!
Sono subito accolto da Justin Law, gentilissimo e molto disponibile, proprietario e pilota molto conosciuto ed affermato. Iniziamo insieme a fare un giro dell’officina dove vedo auto smontate, motori sui cavalletti pronti ad essere installati , un telaio con la struttura in vista appeso al soffitto e una serie sterminata di queste auto oltre a 6 rarissime XJR-15 ( si, avete capito bene… 6 delle 50 prodotte ) . ed al centro una e-type coupè completamente restaurata come fosse nuova. Bellissima!
Il contrasto tra la e-type e le altre auto è evidente, ma lei è lì a dimostrare che la storia del marchio Jaguar è fatta di oggetti indimenticabili, di forme sinuose come la e-type e di linee filanti ed aerodinamiche come quelle della XJ220.
Justin si dimostra subito molto disponibile ed addirittura cerca di parlare un Inglese semplice facendomi comprendere bene quello che mi dice . Mi spiega che i suoi clienti sono internazionali e che alcune di queste auto… vengono anche dall’Italia!
Dopo aver visto da vicino quasi tutte queste bestie, usciamo all’esterno dove troneggia una delle sue 2 auto. E’ una 220 C completamente elaborata ed utilizzata per competizioni . ha circa 800 HP e la strumentazione digitale davanti al volante . Molti dei particolari ( come le portiere ) sono in carbonio ( a differenza del modello di serie che le ha in alluminio ) esattamente come la LM. Mi mostra il motore. Mi fa notare alcuni particolari come i 2 intercoolers rivestiti in ceramica nera, per isolarli dal calore del motore.

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SE NON POTETE COMPRARVI QUELLA VERA

La belva si scatena

Ad un certo punto, visto il mio incontenibile entusiasmo, Justin mi guarda e con un sorrisino accennato mi dice: “vado a lavarmi le mani e poi andiamo a fare un giro”.
Non posso credere che, dopo aver sognato per anni almeno di vederne una dal vivo, avrei avuto anche l’opportunità di provarla con alla guida un pilota in grado di spremere i suoi cavalli e di arrivare al limite della tenuta di questa auto! Invece è successo!
Entro. L’abitacolo è largo e per il passeggero anche inaspettatamente spazioso. Mette in moto. Il V6 sembra non aver gradito dato che nei primi minuti scoppietta e zoppica. Ha bisogno di scaldarsi per girare bene… proprio come le auto da competizione! Infatti è quello dalla Jaguar XJR-10 e preparato da Tom Walkingshow Racing : http://www.alastairbols.com/resourcelibrary/managed/JAGUAR-XJR-10-589-PRESENTATION–de7dcb5b6627441bbccec59e7dad5660.pdf
Entriamo in strada. Le strade inglesi sono molto strette e con un’auto larga più di 2 mt, la cosa è molto molto impegnativa.
Justin aspetta ancora un attimo per vedere che le temperature siano ad un livello accettabile e poi….. si scatena! Dossi, curve, controcurve, l’auto prende giri ad una velocità pazzesca ed affronta tutto, qualsiasi cosa, senza scomporsi. Mantiene le traiettorie senza alcun problema e la spinta del propulsore con i 2 turbocompressori in azione è strepitosa! Cerco di restare impassibile ma ho un sorriso stampato in faccia che non riesco a contenere. Si sente lo schienale del sedile che ti spinge e ti abbraccia come per accompagnarti in un’altra dimensione. La strada, appuntita, sembra essere solo curve senza rettilinei.

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Ma i rettilinei ci sono…è solo che finiscono subito!
In rilascio si aprono le westgate ed un soffio impressionante pervade l’abitacolo mentre nello stesso momento si sente un’esplosione come fosse una bomba che ti scoppia dietro le orecchie!
Sono gli scarichi che, mentre generano questo sound, fanno fuoriuscire una lingua di fuoco nel posteriore.
Davanti a noi c’è un gruppo di auto che superiamo ad una velocità impressionante ad 1 cm dagli sportelli. Ma il rettilineo è finito! L’ingresso alla curva stretta a sinistra dopo il sorpasso sfida i limiti di g-laterale perché sento la guancia spostarsi verso l’esterno della curva. L’auto segue la traiettoria come fosse sui binari senza sentire per un attimo uno stridere di pneumatici mentre io ho cuore, polmoni, fegato e tutto il resto spostato alla destra del corpo, bloccato dal sedile e dalle cinture che premono sul torace.
Sono seduto dalla parte del bordo strada e vedo passare le piante ad un pelo dalla mia faccia con le ruote posteriori che spesso vanno leggermente fuori dal nastro d’asfalto mentre Justin, continua a premere sul gas e le turbine , enormi, comprimono una quantità d’aria impressionante dentro il V6 3.5L.
Una decina di minuti interminabili ed adrenalinici dove, al rientro, si apprezza anche il confort ( inaspettato ) della XJ220 alle basse andature. Considerato che i bracci delle sospensioni sono su uniball e le barre di torsione devono essere enormi dato che non si imbarca di un millimetro nelle curve al limite, sentire anche che a 130 è confortevole è veramente incredibile!

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JUST FOR JAGUAR FANS

I sogni finiscono all’alba

All’arrivo scendo mentre sento scricchiolare gli scarichi che tentano di raffreddarsi ed ho ancora negli occhi le curve che abbiamo appena fatto. Ricevo in regalo una maglietta della DON LAW RACING e, dopo un’ultima occhiata, abbandono triste questo posto incredibile.

Triste perché avrei voluto stare li 2 giorni, vedere cosa fanno, stare in silenzio da una parte quando montano i nuovi pistoni forgiati sul motore, rifanno uno scarico. Ma il mio tempo è scaduto.
Devo ringraziare Dio per aver fatto uscire il sole quel giorno in modo da poter spingere l’auto vicino al limite ( piove spesso in quelle zone ) . Ringrazio William Alain Jones del Jaguar Club del Galles per avermi accompagnato in questa incredibile avventura.
E soprattutto ringrazio Justin per l’esperienza indimenticabile che mi ha regalato.

Photo by Valeria Stefani

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FATEVI UNA CULTURA…

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