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Dodge Charger: cosa è rimasto del Generale Lee

Dodge Charger

Le muscle cars sono begli oggetti, trasudano testosterone ma portano guai e spese ai proprietari, ma si sa, noi maschi siamo fatti così, pervicaci…
Della mia preferita, la Mustang, vi ho già parlato, ma sarebbe grave non parlare di un’altra grande protagonista, la Dodge Charger.

I magici anni ’60 e la nascita delle muscle cars

Correva il 1964, gli Stati Uniti vivevano il loro sogno e i ragazzi americani desideravano automobili  che esprimessero tutto il loro ottimismo.

La risposta delle case produttrici fu immediata: la Pontiac mise in produzione la GTO, la Buick realizzò la Gran Sport mentre la Oldsmobile presentò la 442.

Nel 1966 Dodge, marchio del gruppo Chrisler, presentò la Charger B-body, cioè realizzata sul pianale B del gruppo,Leader of the Dodge Rebellion, dotata di un ipertrofico motore 8V da 7 litri.

La caratteristica distintiva era la griglia anteriore unica, simile ad un rasoio elettrico, con fari a scomparsa che ruotavano di 180°, ma la Charger era una vera sportiva con 4 posti separati da una lunga console centrale.

La Charger si rivelò un vero successo, ne furono vendute più di 37.000, e partecipò anche al mitico campionato NASCAR, anche se fu necessario aggiungere uno spoiler posteriore per tenere la cavalleria inchiodata a terra.

La modifica fu poi estesa anche alla produzione,  per la prima volta nella storia dell’auto americana, contribuendo ulteriormente alla vocazione sportiva della Charger.

Charger 1970

Il Generale Lee e la contea di Hazzard

Avevo circa vent’anni quando Canale 5 mandava in onda per la prima volta i telefilm (così si chiamavano allora) dei  ragazzacci della contea immaginaria di Hazzard, Bo e Luke.

La vera protagonista delle avventure della famiglia Duke, oltre che l’impareggiabile sorellina Daisy, era però la Charger  R/T (road and track)  color arancio  del ’69 chiamata General Lee, con la bandiera confederata dipinta sul tetto, un roll bar nero all’interno dell’abitacolo e una radio CB  con antenna sul baule posteriore, un enorme numero “01” sulle fiancate e da un clacson che intona le prime note della canzone popolare Dixie’s Land.

Da notare, che  la General Lee aveva le porte saldate alla carrozzeria, caratteristica che costringeva i cugini Duke a entrare e uscire dall’auto passando per i finestrini come nelle NASCAR.

hazard

Apriamo una piccola parentesi: in quest’epoca di politically correct estremizzato noi forse la General Lee non l’avremmo mai vista neanche in fotografia, ma, per fortuna, erano altri tempi…

Difatti molti di noi, amanti del Southern Rock e dei Lynird Skynird presero lo spunto per replicare l’idea magari sul tetto di una più modesta R4…beata ingenuità!

Quindi era l’81 e noi ragazzi degli anni ’60 impazzivamo per questi mezzi fuorilegge all’acqua di rose in perenne lotta con Boss Hogg, il losco governatore della contea, trasformando le A112 Abarth in muscle cars all’italiana…

generale-lee-hazzard-bo-luke-daisy

Che fine ha fatto la Charger?

I ragazzi americani degli anni’60 sono invecchiati male e hanno sentito presto il bisogno di comodità al posto dei cavalli e anche la Charger ha seguito questo declino.

In Chrysler hanno prima ridotto la cilindrata e la potenza per poi cancellare definitivamente il modello e sostituirlo nel 1978  con la borghesissima Dodge Magnum.

Ma ben presto la nostalgia ha fatto rinascere la Charger dalle sue ceneri: nel 1983 nasce una seconda indegna generazione di auto supercompatte (per il mercato yankee, si intende)con dei motori che più mosci non si potevano immaginare, strategia che si rivela, ovviamente un gigantesco fiasco, conclusosi mestamente nel 1987.

Charger 1985

Nel 2006 il progetto Charger rinasce sotto una stella migliore, con dei bei motori  V8 da 400 CV, ignoranti al punto giusto, tali da riportare il modello in cima alla lista dei desideri delle volanti di Polizia a stelle e strisce, con tanto di versione RT con strisce sul cofano e spoiler.

Dodge Charger

La resurrezione completa avviene nel 2011 quando il gruppo FCA (incredibile, vero?) decide di puntare sulla Charger e di alzare l’asticella dei contenuti tecnologici e prestazionali.

Nel 2014 la Charger R/T ha subito un restyling e un aggiornamento sia meccanico che di equipaggiamento, dotandola di un poderoso HEMI V8 5.7 dalla potenza di 370 CV con un cambio TorqueFlite a otto rapporti.

Nello stesso anno è stata presentata la Charger SRT Hellcat, equipaggiata con un propulsore V8 6.2 gestito da un cambio automatico a otto rapporti con 707 CV di potenza con 880 Nm di coppia.

Insomma, Fiat ha puntato forte sulla Dodge Charger rimettendola nella leggenda da cui proviene.

Avesse fatto lo stesso con Lancia e Alfa Romeo in Italia saremmo molto più contenti, ma questa è un’altra storia…

Charger 2021

 

 

 

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