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Citroen DS, la bella francese

DS

Alzi la mano chi non si è mai voltato a guardarla e chi non  si è seduto almeno una volta in una Citroen DS sprofondando nei suoi morbidi sedili, avvolto da una carrozzeria elegante e fluida come una canzone di Aznavour.
Da lì a sognare di essere Belmondo (con l’accento sulla ò) sui boulevard di Parigi è un attimo…
La DS, in francese déesse (cioè più o meno la Dea), in italiano lo squalo, rappresenta, nel bene e nel male, la quintessenza dello stile francese così come lo percepiamo noi Italiani.

DS Citroen

SE NON POTETE COMPRARVI L’ORIGINALE…

Citroen DS, un disco volante a Parigi

“La nuova Citroen è venuta direttamente dal cielo, dal momento che questo superlativo oggetto non attinge più al bestiario della potenza, diventando così spirituale ed oggettiva”

Roland Barthes, 1955

Correva l’anno di grazia 1955, le berline per famiglia erano spigolose in Europa e mastodontiche negli States, quando al salone dell’auto di Parigi il mondo scoprì la DS, un concentrato di innovazioni da togliere in fiato con un’estetica da disco volante.

citroen-DS

Questo concentrato futuribile racchiuso in un guscio affusolato sembrava una scultura. Ed era infatti nato proprio dall’opera di un designer che era anche scultore, l’italiano Flaminio Bertoni.

Sopensioni idropneumatiche, freni elettroassistiti, servosterzo elettrico, cambio semiautomatico…per il 1955 era fantascienza, secondo la consolidata tradizione innovativa della casa automobilistica.

Il motto della maison  double chevron era difatti “en avant Citroen”, sia per indicare la trazione anteriore dei modelli Citroen, sia per la propensione all’innovazione.

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L’evoluzione della DS

La vera pecca della dea era il motore, un sottodimensionato e indolente due litri da 75 cavalli, che con quelle dimensioni e quel peso non realizzava le ambizioni da regina della Citroen, difetto cui si pose un rimedio solo in seguito, con l’evoluzione del progetto.

Nel 1969 il restyling più importante per la DS. Cambia il frontale ed i fanali diventano quattro racchiusi da un vetro affusolato che nasconde una grande innovazione, i proiettori orientabili collegati al movimento dello sterzo. I motori aumentano di potenza e raggiungeranno alla fine della produzione i 141 cavalli della DS23, prodotta dal 1972.

Dal 1965 era disponibile l’allestimento “top di gamma” chiamato “Pallas” dall’appellativo della dea greca Atena, così, per dire la modestia…

Nel 1975 la dea andò in pensione con circa un milione e mezzo di esemplari prodotti  e fu rimpiazzata dall’altrettanto innovativa CX, una specie di astronave che, però, mancava totalmente di eleganza e del fascino noir della DS.

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La DS, simbolo della Grandeur

I Francesi sono insopportabili, quando ne fanno una giusta, tipo con la nazionale, poi non la smettono più di romperti le palle sbattendotela in faccia.

Ecco, la DS diventò l’auto ufficiale della grandeur d’oltralpe in ogni cerimonia oltre che la prediletta dei presidenti , fra cui la leggendaria DS che salvò la vita a De Gaulle, restando in strada con due gomme squarciate dai proiettili dei terroristi dell’OAS, che non riuscirono neanche a penetrare l’acciaio delle portiere della berlina presidenziale.

De Gaulle DS

Ce n’era a sufficienza da creare il mito della macchina dei flics, da Jean Gabin, a Maigret, Bebel, Delon, Lino Ventura, Trintignan e compagnia cantante.

Vi è diventata antipatica? impossibile…lo squalo, come venne soprannominato in Italia, si ama e basta.

Anche perchè, diciamocelo, chi non vorrebbe sfrecciare lungo i boulevards di Parigi su una bella DS, con la musica giusta (chessò, la vie en rose), direzione chez Lipp, magari con Jane Birkin, o, alla peggio, con Vanessa Paradis?

Citroen-DS19-Jane-Birkin

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