Gente Ruvida

C’era una volta “Indietro Tutta”

Ormai viviamo di commemorazioni: cinquant’anni di Woodstock, trent’anni di John Lennon, quarant’anni di Bruce Lee…
Forse sarà perché, come vado dicendo da un po?, il presente impallidisce rispetto a certi colossi del passato o forse è solo perché ci stiamo rincoglionendo tutti.
Detto questo, trent’anni fa irrompeva sulla tivvù generalista italiana (Rai 2 per intenderci) il ciclone “Indietro Tutta”.

frassica-arbore

Erano i mitici anni ’80

La verità è che siamo tutti un po’ figli degli anni’80, anche quelli che hanno passato vent’anni della loro vita a denigrarli.

Ci vuole tempo a capire la bellezza di certe cose, a volte non bastano vent’anni…

La musica non era solo Duran e Spandau: c’erano i Clash, i Talkin’Heads e i Cure, la tivvù non era solo “Drive In“, c’era Renzo Arbore, c’era Giovanni Minoli, c’era Maurizio Costanzo.

C’erano i Paninari con le loro pettinature assurde (ma che giubbotti!) ma erano gli anni dello splendore di Giorgio Armani, eccheccazzo!

Mi sono un po’ perso nella nostalgia, ma intendevo dire che “Indietro Tutta” era uno show frutto di un modo di fare televisione creativo, ironico e innovativo di cui oggi si sono perse le tracce, un po’ come il “Saturday Night Live”.

Frassica Arbore Marenco

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Renzo Arbore, the Genius

Di Gianni Boncompagni ho già parlato diffusamente, ma non posso certo dimenticare Renzo, il foggiano più napoletano della storia.

Stiamo parlando dell’uomo che ha sdoganato il gilet, con uno stile tutto suo, e ha portato il clarinetto a Sanremo, come Benny Goodman.

Quest’uomo è un fottuto genio, un rivoluzionario dello spettacolo, un’istrione del video oltre che della radio che solo un certo genere di cultura ingessata tutta italiana ha relegato al ruolo di guitto.

Dopo gli anni di “Alto gradimento”, vedi sopra, ha fatto il grande salto nel mondo dello showbiz in video con mamma RAI, regalandoci  l’inarrivabile talk show demenziale “Quelli Della Notte”, di cui un giorno o l’altro parlerò diffusamente (rido ancora adesso…)

Renzo poteva tirarla in lungo per dieci anni ma lui che fa? Rimescola di nuovo le carte e ci sbatte in faccia “Indietro Tutta”, la parodia stralunata e corrosiva dei telequiz e della tv trash, stravolgendo orari e palinsesti degli Italiani.

renzo Arbore Clarinetto

“Indietro Tutta”, le vere notti magiche

Eravamo ormai abituati a tirar tardi con “Quelli della notte” ed ecco che si ricomincia con la coppia Arbore-Frassica, coadiuvata da Ugo Porcelli, autore di riferimento di Renzo.

Cos’era “Indietro Tutta”? La parodia barocca e stralunata di un telequiz con un “bravo presentatore” (Nino Frassica), un regista/ammiraglio (Renzo Arbore), due vallette (Miss Nord e Miss Sud), un improbabile corpo di ballo (le Ragazze Coccodè) uno sponsor con relative brasiliane (il Cacao Meravigliao) più altri personaggi grotteschi come un improbabile Marius Marenco nei panni di Riccardino, bambino saccente con annesso cane Fiocco.

Detto così oggi sembra niente di speciale, ma l’idea era scintillante (tutta farina del loro sacco, niente format di Endemol e soci) e la differenza la facevano l’improvvisazione e la verve dei personaggi, con in testa Renzo e Nino.

Per intenderci Nino Frassica deve praticamente tutto il suo curriculum a quelle trasmissioni, al punto che hanno persino ristampato il suo primo libro (oddio libro…) su Sani Gesualdi, pensate come siamo ridotti…

I tormentoni creati da “Indietro Tutta” ci sono rimasti dentro, a cominciare da quel “Cacao Meravigliao”, canzoncina che riuscii perfino a esportare a Rio de Janeiro in un lontano ormai capodanno etilico.

Una stagione di gloria e poi basta, via, si chiude, in perfetto stile Arbore.

cacao meravigliao

“Indietro Tutta, 30 e l’ode”, la commemorazione

Ed eccoci qua, come si diceva, alla commemorazione di una stagione inarrivabile, alla quale, per fortuna Renzo può assistere da vivo insieme a Nino, con una trasmissione su Rai Due, nella quale “the genius” spiegherà ai millenials come e perché si possa e si debba fare comicità fuori dagli schemi, dai tempi e dai format.

La comicità nei suoi meccanismi si basa proprio su questo: imprevedibilità e improvvisazione, elementi che si sposano bene solo con la creatività e fanno a pugni coi vincoli imposti dai vincoli e dai ritmi della tivvù commerciale a tutti i costi.

Altrimenti qualcuno mi spiega perché è sempre più difficile ridere?

O è solo perché ci stiamo rincoglionendo tutti?

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