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BMW Z3, instant classic

Z3

Ci sono automobili che quando compaiono sul mercato ti fanno esclamare: “Uao, questa farà la storia”, come la BMW Z3, appunto.

Se poi hai avuto la fortuna di possederle o almeno guidarle non te le dimentichi più…

BMW Z3

La prima Retro-tech

Quando nel 1995 BMW lanciò sul mercato la Z3 volle ” stupire i borghesi” e ci riuscì benissimo.

Se ci pensate, vista ora, è stata la prima auto con l’effetto-nostalgia, aprendo poi la strada a New Beetle, Mini e 500.

I richiami stilistici alla 507 del 1956 erano smaccati e quel concetto di rodaster era una evidente strizzata d’occhio alle spider inglesi e italiane nel cuore degli appassionati.

La gamma prevedeva  motori a 4 cilindri (1.8 e 1.9) e a 6 cilindri (2.0, 2.2, 2.8 e 3.0), oltre che nella variante iper sportiva Z3 M mossa dal 3.2 da 321 cv di derivazione M3.

Nel 1999 venne introdotta anche una bellissima e audace variante coupé, tipo hatchback, per intenderci,  non proprio compresa fino in fondo dal mercato.

BMW Z3 MCoupè

Dettaglio importante: fu la prima BMW prodotta nello stabilimento di Spartanburg sul suolo americano, come a sottolinearne la destinazione commerciale.

Per il lancio venne “piazzata” sotto il sedere di un agente speciale americano in 007 Golden Eye, facendo la sua porca figura, direi.

z3 james-bond

Una spider dalle emozioni forti

La Z3 passò per le mani del mio amico Carlo, con cui ebbi l’occasione di fare un bel Milano-Santa Margherita con tanto di Serravalle e al ritorno toccò a me guidare, visto che aveva alzato il gomito oltre il consentito.

Era notte e l’autostrada si lasciava aggredire con tutta la cattiveria necessaria.

Il 1900 della fascinosa rodaster del Carlo dava decisamente soddisfazioni e l’equilibrio generale della Z3 ti consentiva una guida decisamente audace.

Morale: bella e cattiva, come si addice ad una bavarese di razza.

Poi quella posizione di guida tutto-indietro con il motore davanti e la trazione dietro la schiena ti riportava ai momenti belli dell’automobilismo, naturalmente col vento nei capelli, vista la stagione estiva.

Indimenticabile…

Z3

Bella e possibile

Nel 1995 se ti accontentavi del 1800 o del 1900 (e, credetemi, ci si poteva accontentare), la Z3 non costava una follia.

Il successo commerciale fu notevole, visto che per essere un prodotto “di nicchia” ne furono vendute quasi duecentomila, prima di essere sostituita dalla Z4.

Sulla Z4 non mi dilungo: ipertrofica, sgraziata nella prima versione, poi migliorata, ma sempre troppo “bislunga”.

Niente a che vedere con l’eleganza della Z3, d’altronde era fatta ad hoc per il mercato a stelle e strisce.

I nostalgici come me si possono consolare con il mercato dell’usato: la Z3 era una macchina robusta, tedesca, appunto, e un esemplare in buone condizioni si trova sotto gli 8000 euri, manco fosse una punto senza optionals.

Con le dovute attenzioni, ci si può mettere nel box un antidepressivo che ti fa sorridere anche da fermo, pronto a riportarti indietro sulla Serravalle verso i gamberoni migliori del Tigullio.

Z3

 

 

 

 

 

 

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