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Bizzarrini, la scuderia livornese

Bizzarrini

Giotto Bizzarrini è un nome che ai più non dirà niente, ma io so che voi non siete “i più”.

Livorno à una bella città toscana, patria di marinai, ergastolani e matti.

E noi di un matto, un folle ingegnere visionario stiamo parlando…

Giotto Bizzarrini

Giotto Bizzarrini

Giotto Bizzarrini, dalla terra di Leonardo da Vinci

Equiparare Bizzarrini all’autore del Cenacolo potrà sembrare ardito, ma già uno che si chiama Giotto parte bene.

Famiglia nobile, classe 1926,  potrebbe viver del suo tranquillo del suo ma, niente , gli scorre la benzina nelle vene.

L’ingegnere comincia in Alfa Romeo, partecipando al progetto della Giulietta, poi  (ovviamente) passa in Ferrari, diventando una delle menti più brillanti in staff al Drake.

Progetta la Ferrari GTO, una delle più vincenti di sempre, prima di sbattere la porta nel 1961 e passare alla ATS per seguire un progetto di Formula 1.

Ferrari 250 GTO.

Ferrari 250 GTO

Viene avvicinato nel 1962 dal mitico Conte Volpi per collaborare alla storica scuderia Serenissima per la quale realizza una versione migliorata della GTO dall’estetica innovativa.

Breadvan

Breadvan

Nel 1963 l’irrequieto Giotto passa in forze alla neonata Lamborghini, dove realizza la 350 GT da cui derivò in seguito la leggendaria Miura, per la quale progetta il 12 cilindri.

Lamborghini 350

Lamborghini 350 GT

Dalla ISO alla Bizzarrini

Successivamente Giotto Bizzarrini viene chiamato a Bresso dall’Ingegner Renzo Rivolta, l’industriale già noto per la Isetta, che desidera balzare dai ciclomotori alle sportive di lusso.

Partendo dal prototipo di un modello inglese e dal V8 della Chevrolet Corvette, da 5700 cc e 365 CV, insieme allo stile di Giorgetto Giugiaro per Bertone, Bizzarrini crea la GT, una raffinata coupè quattro posti, e la Grifo A3/L, col telaio accorciato e a due posti.

In seguito Giotto realizza la Grifo A3/C, il suo capolavoro, che si piazza nona a le Mans, un’impresa non da poco…

Iso Grifo A3C

Iso Grifo A3/C

Ma i tempi erano maturi per una creatura tutta sua: per dissidi relativi alla vocazione sportiva dei progetti lascia la ISO e fonda nel 1965 la Bizzarrini.

È così libero di produrre la sua versione della Grifo accrescendone, se mai fosse possibile, la sportività.

I sogni durano poco

Nascono così la Bizzarrini GT 5300 Strada e la GT America, realizzate per una clientela a dire poco esclusiva col vizietto della pista, fra cui Little Tony e Mariolino Corso.

La Gamma si amplia poi con la GT Europa 1900,  la Spider SI, variante apribile della GT 5300, e la estrema P538 Barchetta, con la carrozzeria in vetroresina.

Nonostante gli ordini fossero superiori alla capacità produttiva l a Bizzarrini chiude nel 1968, non prima di averci regalato un altro capolavoro, la Manta.

Bizzarrini Manta

Bizzarrini Manta

Così, per la cronaca, la matita è di Giugiaro, ma vi ricordo che siamo nel 1 9 6 8…

Bizzarrini senza fine

Ma Giotto da allora non si è mai fermato, progettando prototipi da altre galassie.

Nel 1990, Bizzarrini fu coinvolto nel disegnare una supercar basata sul Ferrari Testarossa e ne venne fuori una vettura super, la BZ2001, vera continuatrice della stirpe P538.

 

 

 

Bizzarrini BZ-2001

Bizzarrini BZ2001                                                                                                                                            La Kjara è invece un progetto nato nel 1998. La Scuderia Bizzarrini ha costruito questo modello in collaborazione con l’Università la Sapienza di Roma.               Questa scultura in movimento monta un motore 3.0 litre V6 Alfa Romeo ed è stata presentata al Salone di Torino nel 2000.

Bizzarrini Kjara

Bizzarrini Kjara

Ora capite perché quando all’inizio vi parlavo di Leonardo da Vinci non stavo esagerando?

 

 

 

 

 

 

 

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