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Benelli 125 2C SE: dolce compagna

Benelli 125

Non era la mia moto a sedici anni ma molti dei miei sodali nel ’77 posarono le loro solide terga sulla Benelli 125 2C SE.

Vi ho già parlato della mia fida Zundapp KS 125, impagabile ferro della mia adolescenza, che per me era una specie di Britt Ekland, bellezza esotica con una carica erotica elevatissima, una amante , insomma.

La Benelli no,  non mi ispirava sesso, mi suggeriva  fedeltà, devozione, affetto e affidabilità: una brava moglie insomma.

Eravamo pirla a quei tempi? certo, all’ennesima potenza, ma alzi la mano chi non lo è stato almeno un po’…

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Una bicilindrica del 1971

Il progetto partiva da lontano, venne presentato nel 1971,  aveva i cilindri in ghisa, era piuttosto spartana, aveva i freni a tamburo ma la forcella Marzocchi e, soprattutto, ben due cilindri che per una motoretta era un gran lusso, una chicca ingegneristica.

Il salto di qualità però lo fa con la SE, cioè seconda edizione, con il freno a disco davanti, cilindri in lega leggera cromati, 17 cavallini, e 7 kg in meno, permettendole così di sfiorare l’intergalattica velocità di centoventi km/h.

Anche l’ occhio voleva la sua parte, per cui le grafiche di serbatoio e bianchetti vennero migliorate per slanciarla leggermente e mascherare le linee un po’ “curvy”

Correva l’anno 1976 e i pirletta ci si buttarono come Lanzichenecchi al sacco di Roma, eleggendola punto di riferimento fra le centoventicinque italiane, oltre che fiera rivale della mia amata KS.

Benelli 125 2C se

L’ Italiana democratica

Erano gli anni delle pluricilindriche nipponiche, quindi offrire una bicilindrica ad un sedicenne con un prezzo democratico, intorno al milione di vecchie lire, rappresentava una operazione commerciale notevole.

I difetti erano noti a tutti: fumava come un italiano ad un coffeee shop di Amsterdam, pesantina e poco agile pigrotta in accelerazione.

Benelli 125

Poi c’era quella immagine forse troppo tranquilla nell’estetica e con certi particolari un po’ poveri, ma il mio amico Daniele vide in lei la prima compagna di gioventù

Oggi possiamo ridere di noi stessi, ma fra le pagine del diario del Collegio San Carlo avevamo tutti la foto della due ruote dei nostri sogni, posseduta o soltanto desiderata.

Anche perchè sulle ragazze era meglio stendere un pietoso velo…

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