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Batman, il supereroe con la pancetta

batman e robin

Non abbiamo parlato mai di supereroi, forse perché siamo ragazzi degli anni ’60 e ci vergogniamo un po’ a farlo.
Eppure siamo stati tutti fan di qualche eroe mascherato, il perchè chiedetelo a Umberto Eco.
La cosa ha aspetti comici se al capello grigio si abbina ancora la passione per i giustizieri mascherati ed è proprio il mio caso, compulsivo fan degli Avengers.

Fate pure tutte le battute che vi vengono in mente ma la mia passione per Marvel e DC comics affonda le sue radici proprio nei telefilm in cui Batman entrò nelle nostre case.

Batman

Un piccolo fan dell’uomo pipistrello

Chiariamo una cosa: preferisco l’universo Marvel, ma per Batman ho un debole, legato proprio alla mia infanzia.

Negli anno ’60 impazzava soprattutto il merchandising legato all’uomo pipistrello, pupazzi e giocattoli legati al successo planetario della serie TV che però sui nostri schermi tardava ad arrivare.

D’altronde la TV USA era già a colori, da noi c’era ancora il monoscopio in bianco e nero.

Batman farà il suo ingresso trionfale in RAI negli anni ’70, prima c’erano in circolazione solo degli ambitissimi super 8 veramente per pochi eletti.

batmanserie

Batman e la Pop Art

La serie americana della Century Fox fu veramente un grande successo di pubblico, ma la sua importanza va ben oltre i numeri.

La prima intuizione fu quella di stravolgere l’ispirazione dark e notturna del fumetto per costruire una sorta di sit-com per adolescenti e pre-adolescenti.

I telefilm dovevano contenere messaggi positivi (anche ingenui, come bere tanto latte e allacciare le cinture) e i personaggi dovevano avere dei ruoli ben definiti: buoni contro cattivi.

cattivi Batman

Il risultato, visto con occhi di oggi, fu, da un lato, comico al limite del grottesco, ma, visto in un contesto storico, autoironico e profondamente innovativo.

Batman e Robin erano impersonati da Adam West e Burt Ward, ordinary people, si direbbe oggi, niente di che, Adam aveva addirittura una rassicurante pancetta.

I loro movimenti erano goffi, le scene di azione improbabili e i cattivi, da Joker (che sembrava Febo Conti) al Pinguino erano perfetti per un musical.

Se paragoniamo tutto questo al Cavaliere Oscuro, ad esempio, il contrasto è stridente.

Il tocco finale erano i fascinosi colori Ektachrome e le nuvolette onomatopeiche che apparivano nelle scene di combattimento.

Insomma, i telefilm di Batman si possono tranquillamente considerare delle piccole opere di pop-art.

BATMOBILE

Chi vuole guidare una Batmobile?

A completare il quadro come non citare lei, la protagonista a quattro ruote, la mitica Batmobile.

Senza dubbio è lei che ci ha dato l’imprinting della vettura del giustiziere mascherato, antesignana della Aston Martin di James Bond.

Il modellino l’avevamo tutti, ma forse non sapete che negli anni ’60 chiunque si poteva comprare una  Lincoln Futura, costruita oltre un decennio prima, nel 1954, carrozzata dall’ italianissima Ghia.

Lincoln-futura

Presto però sorsero diversi problemi dovuti all’eta della macchina: si surriscaldò, la batteria si scaricò e le costose gomme continuavano a sgonfiarsi.

Da metà della stagione, il motore e la trasmissione furono rimpiazzate con quelle della Ford Galaxie.

L’influenza più forte avuta da questo nuovo modello era una spinta a razzo che solitamente dava fuoco alla parte posteriore dell’auto ad ogni sgommata.

Ok, le Batmobili più recenti sono oscure e fascinose, ma io ho passato comunque la mia infanzia sognando di sedermi su quella buffa macchina nera a fianco del mio papà.

Che aveva la stessa pancetta di Batman e io ero vestito da Robin…

Batman e Robin

a proposito, buttala via Batgirl…batgirl

 

 

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