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Austin Healey, officina di capolavori

Austin-Healey-3000

Le spider inglesi sono come le ragazze francesi degli anni ’60: hanno qualcosa in più…e fra le numerosissime esponenti della categoria, le mie preferite sono decisamente le Austin Healey.

Adesso vi racconterò quattro fatterelli su  queste divine creature e voglio proprio vedere se non vi innamorerete anche voi…

Austin Healey Sprite

Da una costola della Austin Motors

Siamo nel 1952 quando Leonard Lord della divisione Austin Motor Company della British Motor Corporation , in società con Donald Healey, famosissimo pilota oltre che ingegnere progettista, decide di fondare una piccola società per produrre solo spider “di eccellenza”, come dire il meglio del meglio.

Il progetto fu di Healey, ex pilota da caccia della Prima Guerra Mondiale,  che già aveva creato delle vetture racing (Healey Silverstone) e nel 1952 al salone dell’automobile di Londra vide la luce la ‘Healey 100’,

Oggi una storia del genere sarebbe quasi fiabesca, ma gli anni’50 erano la frontiera selvaggia dell’automobilismo, soprattutto nella sua declinazione più racing e i carrozzieri avventurosi proliferavano.

La Austin Healey, nella sua ricerca per l’eccellenza, mise in produzione fondamentalmente 3 modelli: la 100, la Sprite e la 3000, tre capisaldi della storia del made in England più racing.

Healey 100

Austin Healey 100

Quando guardiamo creatura come la 100, dobbiamo pensare al 1952, alle auto che circolavano e ad un bolide che pesava 1100 chili con un sei cilindri in linea da 110 cavalli e cambio a 4 marce.

Il tutto con un’estetica mozzafiato, sedili in pelle, cruscotto in radica, cinghie in cuoio optional sul cofano, ruote a raggi  e altre chicche del genere… meglio del sesso, assolutamente.

Ma se volete vedere qualcosa di a s s o l u t a m e n t e inarrivabile, beh, buttate un occhio sulla versione roadster, la 100-6, con il parabrezza abbassato: adesso ditemi voi…

Healey 100 roadster

Credo che brutale renda abbastanza l’idea.

Nel 1957 la produzione fu spostata ad Abingdon, mentre le carrozzerie erano fornite dalla Jensen, ma i tempi erano maturi per dei nuovi modelli, come la mitica 3000.

austin healey 3000

Austin Healey 3000, the big One.

Tutti la conoscono come the Big Healey e, in effetti, è l’evoluzione della 100 con un motore 3000 6 cilindri in linea più performante, ben 150 cavalli.

Fin dal suo esordio nel 1959, fu considerata una predestinata per i rallyes, per la sua maneggevolezza, bilanciatura e rapporto peso potenza.

In effetti, nel suo essere una spider-fighetta era la più “muscle” o “hairy chested” (come si dice nella terra di Albione) nella pattuglia delle scappottate degli anni 50/60, a causa soprattutto dello sterzo ruvido e del motore grintoso, da veri uomini.

Guardatela nella sua versione bicolore: se non vi suscita libidine, non so se possiamo definirci amici al cento per cento.

Nella sua ultima versione, la Mark III, era disponibile sia nella versione 2 posti secchi che 2 più due, con degli allestimenti considerati i più lussuosi della categoria.

Restò in produzione fino al 1967, lasciando una legione di appassionati in lacrime…

AUSTIN HEALEY SPRITE

Sprite o Frog-Eye?

Parallelamente, nel 1958 vide la luce la Healey più famosa, la Sprite, o Frog eye , come è da tutti conosciuta per il suo inconfondibile musetto da ranocchia sorridente.

Era una simpatica vetturetta destinata al pubblico giovane, come una sorta di smart degli anni ’50, facile da guidare, sportiva ma con un prezzo contenuto, essendo derivata da un modello di grande serie, la Austin A40 Farina.

La Sprite era una vera roadster, ruvida e spartana, senza cristalli laterali, capote, maniglie delle portiere, paraurti e col pianale rivestito in gomma: si entrava saltando, insomma, stile Gassman nel Sorpasso.

Il motore era un 4 cilindri da 948 cc con 44 cavallini, ma il divertimento era assicurato.

Riconfermando l’anima sportiva di Healey, vide anche la luce una fantastica versione sportiva da 100 cavalli grazie anche al carburatore Weber, alleggerita all’osso e irrigidita con un roll bar: una vera piccola peste che corse anche a Sebring e Le Mans.

Austin Healey Sprite

Nel ’59 vennero aggiunte le maniglie, il paraurti e la capote per ammorbidirla un po’, ma, nonostante il successo ottenuto, venne sostituita dalla versione Mark II, poi Mark III, su base MG Midget, più pratica, forse, ma  molto meno originale.

Austin Healey SpriteMKIIIA seguito della cessazione dell’accordo con Donald Healey nel 1971, la vettura prese il nome di Austin Sprite e alla fine dell’anno uscì dal listino.

La fine di un sogno

Tuti i sogni finiscono all’alba e l’alba in questione era la fine dell’industria automobilistica inglese, che coincise, più o meno, con la crisi petrolifera degli anni ’70.

Austin-Healey produce auto fino al 1972, quando l’accordo ventennale tra le parti con Austin Motor giunge a scadenza.

Donald Healey aveva già lasciato l’azienda nel 1968, quando la BMC, già fusasi con la Jaguar per formare la British Motor Holdings, venne assorbita dalla British Leyland, che finì tragicamente in vacca…

Indovinate chi possiede il marchio Austin Healey oggi? ma i Cinesi, naturalmente e in particolare la SAIC, che ha acquistato il Gruppo MG Rover (successore della BMH), fallito nel 2005.

Cosa ci fanno? condizionatori? monopattini elettrici? involtini primavera?

Meglio non sapere…

Austin Healey 3000

RICORDIAMOLA COSÌ…

 

 

 

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