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Attenti a quei due, ricordo di una domenica di novembre

attenti a quei due

È difficile spiegare ad un millenial che cos’era la televisione degli anni ’70, sembra di sentire mio nonno che mi raccontava della guerra…
Eppure i canali erano due più svizzera e capodistria e la domenica pomeriggio, dopo l’Inter (tutto il calcio minuto per minuto o San Siro) c’era un telefilm che ti sollevava il morale.
E per una gloriosa stagione questo compito è stato affidato a Tony Curtis e Roger Moore, “Attenti a quei due”, appunto, cioè “The Persuaders” in lingua originale, ed erano bei momenti…

Attenti a quei due, un successo europeo

Attenti a quei due (The Persuaders) è il titolo di una serie televisiva britannica ideata e prodotta nel 1970-1971 da Robert S.Baker e trasmessa nel 1971-1972 in una sola stagione di 24 episodi dalla rete televisiva ITV (negli Stati Uniti fu invece distribuita, all’incirca nello stesso periodo, dal network ABC).

In Italia ci pensò la Rai, beh, c’era solo lei…

La serie si caratterizzò ai tempi per il budget altissimo, 100.000 sterline, che all’epoca erano soldini,dovuto in gran parte al compenso per i due protagonisti , due star del calibro di Tony Curtis (la cui carriera cinematografica era in fase calante dopo il successo degli anni cinquanta), nel ruolo del milionario statunitense Danny Wilde e di Roger Moore (reduce da un trionfo personale come Simon Templar nella serie The Saint), qui nel ruolo di Lord Brett Sinclair.

La serie fu bruscamente interrotta dopo 24 episodi (per questo non c’è una vera e propria conclusione del plot) per motivi non proprio chiarissimi…

Di sicuro negli U.S.A. non ebbe un gran successo (troppo humor inglese) e poi Roger sentì risuonare prepotenti le sirene milionarie che lo portarono a rivestire i panni dell’immortale agente 007, che gli fruttarono l’immortalità per il grande pubblico.

Peccato, però, perchè in Europa “Attenti a quei due” fu un successo.

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The Persuaders, che stile i ragazzi!

Il plot, appunto…Lord Brett Sinclair e Danny Wilde si incontrano a Montecarlo (qual luogo migliore?) e le loro personalità entrano subito in conflitto.

Cioè i due fanno prima a sportellate e poi a schiaffi per le strade del Principato, finiscono dentro e, per non scontare novanta giorni al gabbio, accettano di collaborare con Fulton, un giudice in pensione che gli affida missioni sotto copertura per i successivi tre episodi.

Tutto lo spirito di questa serie si basa sul contrasto fra le due personalità di Wilde e Sinclair, il miliardario parvenue yankee e il compassato Lord very british, che si manifesta sia nel look ) che nei comportamenti, oltre che, naturalmente, nelle fantastiche auto guidate dai protagonisti, meritevoli di un degno approfondimento.

Gli outfit erano curati da Roger Moore in prima persona: memorabili il suo doppiopetto e il giubbotto in pelle di Tony, puro stile seventies!

Da sottolineare che il tema di “Attenti a quei due” è di John Barry, lo stesso compositore delle colonne sonore di James Bond.

Aggiungete le atmosfere da jet-set (così si diceva allora) anni’ 70 e il gioco è fatto…

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Aston Martin vs Ferrari

In quegli uggiosi pomeriggi, veder comparire sul piccolo schermo una Aston Martin DBS V8 banana yellow e una Ferrari Dino 246 GT rosso Dino (targata Modena, naturalmente) ti scaldava il cuore.

Sarà pure stato product placement, ma c’era del gusto e della coerenza, esprimeva comunque la personalità dei due protagonisti: considerate che Tony Curtis guidò personalmente la sua Dino senza stunt in tutte le scene, mica cazzi…

La Aston Martin, invece, preparò in fretta e furia il prototipo per la produzione, montando il vecchio motore 6V invece del nuovo 8V e, per questo, mandò al seguito della produzione un meccanico dedicato alla cura del prototipo.

L’esemplare in questione è andato all’asta per una cifra prossima a 500.000 sterline, mentre della Dino ne furono prodotti solo 357 esemplari (comunque se ne cercate una mica ve la regalano…)

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Attenti a quei due…reboot?

Che dire di più? I ragazzi terribili ora sono entrambi saliti ai piani superiori per nuove scazzottate, che non mancarono anche nella vita reale, visto il caratteraccio di Tony, la sua dedizione alla “maria” (fonte Wikipedia) e le frecciatine british di Roger, anche se, in realtà fra i due c’era stima reciproca, un rispetto professionale che impedì qualunque tentativo di remake della serie con uno solo dei protagonisti per l’opposizione dell’altro.

Ma…visto che ormai si fa il remake di tutto, anche della peggio schifezza, perchè proprio i “Persuaders” no? forse perché agli Americani non era piaciuta? o perché sarebbe difficile trovare una coppia di gaglioffi così ben combinata?

Ho sentito di un progetto con George Clooney e Hugh Grant nei panni di Wilde e Sinclair, che mi sembra una abbinata abbastanza credibile, ma la cosa non è andata in porto per motivi di budget.

Nel frattempo ai malati di nostalgia non rimane che comprarsi i DVD della Yamato o andare sul sito della Rai per un’oretta di dolci ricordi, come quei pomeriggi uggiosi della domenica, in Novembre.

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