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Alpine A110. la rinascita di un sogno

Abbiamo spesso disquisito fra di noi gentiluomini attempati e non su quale fosse la francese più “charmante” di tuti i tempi e alla fine la contesa si era ristretta a due splendide creature: la Dea e l’Alpine Renault A110.
Mentre la mitica DS ormai vive solo negli esemplari d’epoca e in un marchio che la Citroen usa in maniera barbara appioppandolo in maniera casuale su brutte automobili, la Renault ha deciso di resuscitate il mito della ruggente Alpine.

Alpine Renault

PER APPASSIONATI

La berlinetta imprendibile

Negli anni sessanta la Alpine, un’ officina dell’ appassionato Jean Rèdelè, specializzata in elaborazioni su base Renault, cominciò a lavorare ad una  sportiva all’avanguardia  sulla base della Renault 8.

Il risultato fu la Alpine A110, che sarebbe divenuta una delle più famose Alpine di sempre. Questa vettura, che all’inizio fu dotata di un motore da 1 litro di cilindrata, subì numerose evoluzioni durante gli anni, fino a ricevere un 1.6 nel 1974.

Fu con questo motore che la vettura ottenne successi di portata storica, primo fra tutti il titolo di Campione del mondo di Rally nel 1973. In seguito, la A110 ricevette due nuovi motori, da 1605 e da 1647 cm³, in grado di sviluppare rispettivamente 95 e 127 CV e da questa versione venne sviluppato un bolide che partecipò alla 24 ore di le Mans.

Alpine fu prima incorporata da Renault e poi chiusa dopo la crisi petrolifera, ma la ricerca di icone del passato ha fatto rispolverare alla casa francese questo marchio onusto di gloria, con lo scopo di produrre una replica della mitica A110.

Alpine 110

La nuova Alpine A110

Questa “piccola” Alpine è veramente tosta: tanta, tantissima roba…

Nel progettare la nuova Alpine A110, i tecnici Renault hanno fatto di tutto per realizzare una sportiva pura come l’originale: sia nell’ estetica che nella ricerca della massima leggerezza messa al servizio dell’agilità, della precisione di risposta allo sterzo e della tenuta di strada.

L’Alpine A110 è estremamente compatta e leggera: solo 1103 kg, grazie alla costruzione interamente in alluminio, basata su tecnologie di incollaggio e rivettatura ispirate all’ingegneria aeronautica.

Il frontale, con i doppi fari, e il profilo laterale sono smaccatamente ispirati alla A110 originale: solo la coda è un po’ meno fluida, ma il risultato globale è reso adeguatamente nostalgico anche dalla quasi totale assenza di appendici aerodinamiche (con l’eccezione di un leggero spoiler posteriore).

Il motore è un milleotto cc da 225 cavalli con una coppia trascinante che parte da duemila giri che fa della A110 un mostro il cui unico limite sta nelle capacità di chi la guida.

alpine a110

Missione compiuta

Alla fine, cosa abbiamo?

La Alpine A110 è una piccola belva aggressiva e docile allo stesso tempo, magari non troppo confortevole (ma non  era richiesto) che permette l’uso quotidiano e trasmette emozioni forti e primordiali allo stesso tempo, cioè sentire la strada col culo, se mi consentite il francesismo.

Questo giocattolone per adulti costa una cifrata non indifferente: a parte le prime 1995 Premiére Edition da 40000 euro, già esaurite, le successive saranno prodotte in due versioni, Pure, per anime sportive, a 53.000 euro e Légende, più accessoriata, a 63.000.

Li vale tutti? direi di sì, se volete sentire il profumo delle vere auto sportive e mettere alla prova le vostre capacità di guida.

Alpine A110

La rivale italiana

A parte Lotus, la prima “rivale” che mi salta all’occhio è la “nostra” Alfa romeo 4C, gran bel mezzo, con un’estetica meno vintage ma un’assetto e un’impostazione più radicale , pistaiola, con una tonalità di scarico che mette i brividi.

C’è da dire che costa un bel pò in più (parte da 63.000 euro), ma per gli amanti del genere è il punto di riferimento.

Non penso sia stata un gran successo commerciale, quanto più un’auto di immagine, visto che poi, sottobanco, i concessionari FCA ti fanno degli scontoni da paura…

Provatele entrambe e poi fatemi sapere quale comprate!

collagealpine

SE PROPRIO NON POTETE…

 

 

 

 

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