Gente Ruvida

Agente Speciale, ovvero Emma e John

avengers

Naturalmente sto parlando dei telefilm della serie “Agente Speciale” che hanno riempito i miei pomeriggi a cavallo degli anni ’60 e ’70.

Ho detto Emma e John perchè va bene la bombetta, ok l’ombrello, ma le tutine stile Courreges di Emma Peel mi hanno provocato i primi turbamenti adolescenziali.

Eravamo fatti così, anime semplici, ci bastavano una Rolls Royce e una brunetta col ciuffo,anche se in bianco e nero, per farci svoltare i noiosi pomeriggi invernali: oggi non basta neanche il 4K UHD…

E, se proprio eravate dei privilegiati, potevate vederla a colori sulla TV svizzera…

the avengers

PER RECUPERARE

Intrigo internazionale

La serie si chiamava “The Avengers” ma on Rai forse pareva brutto chiamarla “i vendicatori”per cui è diventata  Agente Speciale, che detto così suona un po’ anonimo, ma tutto era fuorché un telefilm anonimo.

Tanto per cominciare fu un successo planetario che, per una serie made in England, non è cosa da poco, ma era proprio il suo essere british a renderla unica e inarrivabile.

161 Episodi in 8 anni, una longevità fuori dalla norma, basata sull’ironia e sull’abbinamento spy story/ fantascienza, condita da uno humour che solo la perfida albione poteva regalarci…ecco perchè mi piaceva tanto.

La trama, in origine semplicissima, si basava sulle imprese di una fantomatica agenzia che si occupava di risolvere normali intrighi di spie e affini, ma cambiò marcia quando vennero inserite al suo interno delle vere parodie dei film di fantascienza.

agente speciale

L’uomo con la bombetta e la sua assistente

Credo di essere diventato un fan dalla quarta serie, nel 1969, quando nel telefilm irrompe quella bomba sexy di Emma Peel, al secolo Diana Rigg, che con quella smorfietta e le sopracitate tutine ultraaderenti very fashion mi catapultò nell’adolescenza con largo anticipo.

Così come John Wickham Gascoyne Berresford Steed, al secolo Patrick Macnee, con la sua bombetta, il vestito sartoriale e relativo ombrello, diventò un mio modello di vita e icona di stile (espressione per me allora sconosciuta ma vabbè).

patrick macnee

 

Aggiungi la Rolls Royce, il tè delle cinque e le ultime, imperdibili, due serie a colori (quei meravigliosi colori sfumati anni’60) e potete capire perchè ho continuato a guardare le repliche a ogni svoltar di decennio (e ancora adesso, se mi capita).

Emma Peel

Gli infallibili tre

Parlando di traduzioni demenziali, questo era il titolo che venne affibbiato alla nuova edizione, ossia The New Avengers, nella quale, ahimè, scompare Diana, (ma era già stata sostituita alla fine della serie precedente, fagocitata dalla produzione di James Bond, di cui sarebbe diventata l’unica consorte).

Nonostante questa perdita, la serie (produzione canadese, e si percepisce benissimo la mancanza di humour) ebbe un discreto successo nel ’76/’77 e anche un bis, tradotto Sempre tre sempre infallibili (sic), ma lo spirito della prima edizione era andato definitivamente.

C’erano solo un sacco di belle automobili anni ’70 tutte made in England, ma questi sono solo dettagli per appassionati come me.

tre infallibili

Agente Speciale, il film

Immancabile, Hollywood ci ha proposto una versione cinematografica delle nostre spie preferite e l’ha fatto in grande stile, mettendo in campo due pezzi da novanta come Ralph Fiennes e Uma Thurman.

Bellino, ma niente di che, manieristico, oserei dire, forse autoironico, ma certe minestre non si possono riscaldare, anche se ci metti Sean a fare il cattivo…

the-avengers

A proposito, vi voglio dare la botta finale di malinconia: volete rivedere Diana Rigg in azione? l’avete già  potuta ammirare se siete fan del Trono di Spade come me.

olenna tyrell

Un minuto di silenzio …

FOR FANS ONLY

 

 

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