botteghe magiche

About Gian Maurizio Fercioni

Fercioni

Se non sapete chi è, forse è giunto il momento per voi di incontrare il Fercioni.
Perchè Gian Maurizio Fercioni è molto di più di un personaggio della cultura pop milanese, lui è forse il prototipo del gentiluomo ruvido fuori da tutti gli schemi.
Tutti i veri Ruvidi lo conoscono e lui, beh, li ha visti nascere tutti…

Fercioni

Storia di un tatuatore

Il nostro Fercioni è un ragazzo del 1946, nasce da una ottima famiglia meneghina, e si fa tatuare a 14 anni una piccola ancora nel porto di  Viareggio, dove il padre ormeggiava la barca di famiglia.

Questo fatto, all’apparenza insignificante, condizionerà pesantemente il futuro di un diplomato in Scenografia dell’ Accademia di Brera, innamorato del disegno sulla pelle inteso come arte e cultura.

Il suo lavoro di scenografo per il teatro gli consentirà di viaggiare a piacimento, passando per Marsiglia, dove comincia il suo cammino come tatuatore e si becca una coltellata in una gamba grazie alle sue sospette origini italiane.

La seconda tappa è Berlino, dove “fa bottega” con Herbert Hoffman, allievo del grande Barlich, fino al grande passo, l’apertura del primo Tattoo Studio in Italia, naturalmente nella sua Milano, in via Mercato al 12.

E poi dicono che a Milano non abbiamo tutto…

Contestualmente decide di creare il primo museo permanente del tatuaggio, un grande tributo alla sua passione.

Il nome, “Queequeg Tattoo” deriva da un membro dell’equipaggio del Capitano Achab, un marinaio tatuato, una sorta di santo laico protettore dei tatuatori.

fercioni

Il tatuaggio come arte e cultura

Cosa distingue un tatuaggio del Fercioni dagli altri?

Innanzi tutto la bellezza, dovuta alla perizia del nostro nella tecnica di base: secondo il Fercioni-pensiero un tattoo deve essere ben disegnato, cioè, tradotto in parole semplici, devi avere una mano da artista e, obbiettivamente, non è cosa da tutti…

Il tatuaggio deve nascere da un pensiero di chi lo porta ed è una scelta che coinvolge solo lui, quindi non deve essere ostentato come una t-shirt, come professa l’attuale esibizionismo imperante, contrario alla filosofia di base di Gian Maurizio.

Proprio per questo motivo non tatua mani e viso, laddove il tatuaggio non si può nascondere e può creare imbarazzo a chi lo porta.

Per la stessa ragione non annovera fra i suoi clienti giovanissimi che si tatuano solo per seguire Achille Lauro, ma spesso sono completamente inconsapevoli che un giorno si troveranno a sostenere un colloquio in Nomura ( e potrebbero sorgere dei problemi seri).

Fercioni

Il Fercioni, un patrimonio dell’umanità 

Ma il Ruvido ha dei tatuaggi?

Personalmente no, anche perchè condivido il pensiero di Gian Maurizio: un tatuaggio è un affare serio, te lo tieni per la vita e tendenzialmente riguarda solo te e dovrebbe ricordarti ogni giorno qualcosa di estremamente importante.

Forse non ho mai sentito realmente questo’ esigenza, per cui alla fine va bene così

Ma se dovessi decidere di tatuarmi non avrei altra scelta che andare dal Fercioni, a qualunque prezzo, perchè un uomo così elegante (date un’occhiata alle foto please), così intimamente ruvido, di sicuro saprebbe tirar fuori dall’ inchiostro il vero Nicola, quello che conosco solo io.

maurizio fercioni

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